Il "pensiero complesso" è la presa d'atto della realtà. Non ci domandiamo più cos'è la realtà e, di conseguenza, non la viviamo.
Le domande sulla realtà sono necessarie per riscoprirla, a partire dal fatto che non la conosciamo più. Infatti, pur se svolgiamo molte analisi sulle contraddizioni che percorrono ciò che ci circonda, siamo come limitati dalla "ragione chiusa" a non accettarle o, addirittura, a rifiutarle. E' nelle contraddizioni e nelle informalità che "vive la vita"; il pensiero complesso è "pensiero nella vita". Siamo al punto nel quale consideriamo le contraddizioni come degli errori, delle deviazioni dalla presunta perfezione della nostra natura e le analizziamo attraverso il "pensiero lineare", non comprendendole come fondamento della nostra natura, non governandole e, di conseguenza, lasciando degenerare l'intero impianto della convivenza umana.
Per questo, sostengo che siamo, per quanto sviluppati, dei "primitivi".
Il pensiero complesso, pensiero nella vita, è l'approccio intellettuale necessario per quello che chiamo "realismo progettuale". Si tratta di un approccio finalmente responsabile, capace di mettere in gioco la nostra "ragione problematizzata" e la nostra "volontà attiva".
No comments:
Post a Comment