La certezza della "ragione chiusa" si scontra con la naturale incertezza della condizione umana. La cultura della certezza a ogni costo, tipica della competizione, va nella direzione opposta rispetto al dialogo e alla cooperazione strategica. E' la certezza a ogni costo che ci fa essere profondamente irreali; proprio quando pensiamo di essere i "padroni della storia", e realistici, non riusciamo più a essere i "custodi" del mistero dell'umano in noi e del creato.
Anziché vivere da persone umane, esistiamo da individui. E' la consapevolezza del mistero di noi che ci fa essere persone; è il mistero della nostra incertezza, incompletezza e imperfezione che ci fa tendere a un "essere pieno", che ci permette di percorrere l'oltre e di non essere prigionieri dell'eterno presente.
Per maturare "visioni storiche", così necessarie nel mondo di oggi, dobbiamo ri-pensarci come soggetti di cooperazione strategica, persone che hanno a cuore il dialogo come l'attività di una politica che sia, al contempo, mediazione dei rapporti di forza e degli interessi particolari e guida progettuale per ritrovare la via che sembriamo avere smarrito.
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