Tuesday, 15 December 2015

(Giudizio storico - Istituto fondamentale) Diario filosofico 15/12/2015 (Marco Emanuele)

Riprendo la riflessione da quanto scrivevo in un post precedente: Il tema di oggi è la "dogmatizzazione" delle identità e delle idee, la considerazione "fissa" e la (presunta) "irrinunciabilità" di ciò che siamo.

Preliminare al "giudizio" sulle identità e sulle idee, vi è la necessità di ri-pensarle in chiave dinamica, di non considerarle fondamentali. Infatti, una volta che una identità o una idea sono considerate tali, abbiamo solo due strade: o "combattiamo" (sotto varie forme) per esse o lavoriamo a "de-dogmatizzarle". La mia impressione è che il mondo di oggi sia percorso da troppi "soldati-sacerdoti" delle identità e delle idee e che manchino gli "intellettuali critici", coloro che riescono a fare sintesi delle differenze senza assolutizzarle.

La storia ha bisogno di ogni identità e di ogni idea ma, al contempo, nessuna di esse la esaurisce. La storia evolve nell'incertezza e nel "ri-pensamento del conosciuto", processo che ne aiuta la relativizzazione e la problematizzazione. Quando sento parlare di certezza rispetto a ciò che accade nel mondo, e osservo ciò che accade, penso che siamo tornati a uno stadio primitivo della nostra evoluzione, laddove non comprendiamo il valore strategico del "destino comune" dell'intera e unica umanità nel creato.



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