Uno sguardo realistico sul mondo dovrebbe essere uno sguardo sulla integrazione dei mondi che evolvono. Chi, oggi, si dice realista dovrebbe avere a cuore, anzitutto, i concetti di "complesso" e di "contesto"; nulla evolve in maniera lineare e nulla evolve in maniera separata l'un contesto dall'altro.
Realistico è uno sguardo "nella" realtà globale, sguardo che accoglie le differenze e che ci restituisce il senso di una "complessità globale" che chiamiamo storia.
La parola integrazione è fondamentale nella nostra riflessione; nessuno, infatti, può fare a meno dell'altro e ciò significa che lo sguardo "nella" realtà globale è, anzitutto, la consapevolezza di un destino comune dell'intera e unica umanità nel creato di cui è parte. Se dire questo può apparire scontato, la realtà ci mostra che non lo è.
L'integrazione è un processo "rischioso" nel senso che mette continuamente in discussione ciò che siamo nell'incontro - confronto - dialogo con ogni altro DI noi. La prima domanda che l'integrazione ci pone è: cosa significa dire che "siamo" ? Il tema di oggi è la "dogmatizzazione" delle identità e delle idee, la considerazione "fissa" e la (presunta) "irrinunciabilità" di ciò che siamo.
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