Friday, 4 December 2015

Worlds (Misna)

R.D. Congo - Una coalizione di organizzazioni non governative della Repubblica Democratica del Congo ha lanciato l’allarme per la libertà d’espressione nel paese. Georges Kapiamba, che guida il coordinamento delle 33 ong, ha in particolare denunciato “l’assimilazione deliberata delle manifestazioni pubbliche e pacifiche al tentativo di rovesciare il governo”.
Il riferimento è alle parole di Flory Kabange Numbi, procuratore generale della repubblica: dopo l’annuncio della convocazione di un dialogo nazionale avvenuto negli scorsi giorni, il magistrato aveva specificato che questo non avrebbe dovuto essere un pretesto per “incitare la popolazione alla violenza”.
Il dialogo nazionale, secondo quanto affermato dal presidente della repubblica Joseph Kabila dovrebbe servire a definire il calendario elettorale e altre questioni collegate, ma è considerato dall’opposizione un tentativo di prolungare la permanenza al potere del capo dello stato (in scadenza di mandato nel 2016). Un tentativo di riforma della legge elettorale, a gennaio, aveva portato a manifestazioni di piazza con 11 vittime secondo il governo e 28 secondo l’opposizone.

Arabia SauditaLe donne divorziate o vedove potranno finalmente ottenere la carta di identità, un documento che contribuirà a renderle indipendenti da quello che – un ex marito, padre, fratello o figlio – veniva finora attribuito loro come tutore legale.
Per quanto parziale – nell’ambito delle rigide norme patriarcali vigenti nel regno – quella piccola conquista permetterà a vedove e divorziate di poter effettuare delle procedure amministrative da sole, come ad esempio iscrivere i figli a scuola o rinnovare i loro documenti.
La nuova normativa arriva a otto giorni dalle elezioni municipali, le prime nella storia del paese in cui le donne potranno votare ed essere elette. Una tempistica che insospettisce le associazioni per i diritti umani secondo cui iniziative come questa servano a “gettare fumo” negli occhi dell’opinione pubblica internazionale e stemperare le critiche nei confronti del paese, nell’occhio del ciclone per le esecuzioni capitali e continue violazioni dei diritti umani.
A sollevare particolare sdegno, nelle ultime settimane, l’esecuzione di un giovane saudita, Ali al Nimer, condannato ad essere decapitato e successivamente messo in croce, per avere partecipato nel 2012, quando aveva 17 anni, a manifestazioni di protesta per l’arresto del padre, un clerico sciita anche lui condannato a morte; la condanna alla lapidazione di una donna per adulterio, commesso con un uomo che invece è stato condannato a cento frustate; la condanna a morte per apostasia nei confronti di un poeta palestinese, Ashraf Fayadh, per avere, “ insultato Dio e il Profeta” e avere diffuso l’ateismo.

Africa - Energie rinnovabili contro la deforestazione e come volano per lo sviluppo. È la proposta che Adesina Akinwumi, nuovo presidente della Banca africana di sviluppo (Bad) ha lanciato alla conferenza dei ministri africani per l’Ambiente lo scorso 1 dicembre. L’obiettivo è di sbloccare tutte le potenziali fonti di energia pulita di cui il continente è in possesso e fare dell’Africa un hub per lo sviluppo sostenibile.
“Sappiamo che ad oggi circa 700 milioni di africani non hanno accesso all’energia pulita per cucinare, ma dipendono dal kerosene e dal carbone. Sostanze altamente inquinanti per l’ambiente e tossiche per l’organismo, che comportano la morte di 60.000 persone all’anno” fa presente Akinwumi,al settimanale Le Point.
Il programma lanciato dalla Bad, col nome di “Bottom Up of Pyramide Energy facility”  aiuterà le popolazioni povere e più deboli ad avere accesso a fonti rinnovabili e dunque energia pulita per cucinare. Il progetto prevede di coinvolgere 700.000 persone su un periodo di cinque anni.
Tra le iniziative previste, c’è quella di un finanziamento destinato alle donne e alle piccole imprese da loro gestite. Concretamente si tratta di fornire assistenza e microcredito a tutte coloro che allo stato attuale dipendono dai proventi della deforestazione, un fenomeno importante in Africa causato dalla mancanza di una rete elettrica capace di illuminare il continente.

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