Friday, 11 December 2015

Worlds (Misna)

Argentina - Il conservatore Mauricio Macri ha formalmente assunto nelle ultime ore la guida dell’Argentina in una cerimonia atipica, in assenza della presidente uscente, Cristina Fernández, mettendo fine a 12 anni di governo “peronista-kirchnerista”.
“Dobbiamo restare uniti, questa Argentina la costruiremo tutti insieme” ha detto il neo capo dello Stato affacciato a uno dei balconi della Casa Rosada, sede dell’esecutivo, rivolgendosi a migliaia di persone riunite a Plaza de Mayo.
Con la banda presidenziale indosso e il bastone del comando in una mano, Macri si è presentato con al fianco la sua terza moglie, la disegnatrice Juliana Awada – con cui l’Argentina tornerà ad avere una ‘primera dama’ dopo otto anni – e la piccola Antonia, la loro figlia. In un clima di apparente entusiasmo, Macri, 56 anni, gli ultimi otto dei quali trascorsi come sindaco di Buenos Aires, ha ballato dal balcone della Casa Rosada, mentre la sua vice Gabriela Michetti si è esibita nel canto.
Motivo dell’assenza di Cristina, la singolare polemica innescata con Macri sul luogo in cui celebrare il passaggio dei poteri; una disputa conclusa con la decisione della presidente di non prendere parte alla cerimonia, dopo che martedì la magistratura aveva stabilito che il suo mandato terminasse alla mezzanotte di mercoledì, così da privarla dei poteri di decidere i dettagli del passaggio delle insegne.
Il provvedimento ha aperto uno scenario inedito, una presidenza ‘ad interim’ di meno di 12 ore, affidata al capo del Senato, Federico Pinedo: è stato quest’ultimo a consegnare a Macri la fascia e il bastone presidenziali.

GlobalL’accordo globale contro il riscaldamento e i cambiamenti climatici dovrà attendere sabato: al temine di una notte di negoziati, i rappresentanti riuniti a Parigi per la conferenza sul clima Cop21 hanno deciso di posporre di un giorno la chiusura dei lavori, prevista oggi.  La presentazione di una bozza finale di intesa è stata dunque rinviata nel tentativo estremo di superare frizioni e distinguo: il testo sarà presentato domattina presto per essere messa al voto  metà giornata.
Il documento fissa l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura terrestre ben al di sotto dei due gradi centigradi rispetto all'era preindustriale con lo sforzo di arrivare a 1,5 gradi. Da risolvere invece la il nodo relativo al principio delle responsabilità comuni ma differenziate una intesa “che sarà implementata sulla base dell'equità” o che “rifletta” equità e responsabilità comuni e differenziate dei Paesi e le capacità rispettive alla luce delle diverse circostanze nazionali.
Per quanto riguarda la questione delle emissioni, i paesi - c'è scritto in bozza - dovranno raggiungere il loro picco il prima possibile ,tenendo conto che quelli in via di sviluppo ci metteranno più tempo. A partire dalla seconda metà del secolo –inoltre -si dovrà perseguire la neutralità delle emissioni.
Sparisce il riferimento esplicito all'obiettivo di riduzione delle emissioni globale entro il 2050, mentre l’articolo 10 fissa per il 2023 la data della prima valutazione quinquennale dello stato di attuazione dell'accordo. Restano tra tante parentesi, le ipotesi sul sistema di 'loss and damages', ovvero le compensazioni per i danni irreversibili e le migrazioni obbligate. Tuttavia, questo capitolo è notevolmente più articolato è lungo rispetto alla bozza precedente. Segno di trattative ancora in corso.
In un colloquio telefonico i presidenti Barack Obama e Francois Hollande hanno ribadito di volere un accordo "ambizioso e duraturo" al termine dei lavori. Intorno alla Conferenza cresce la pressione perchè si arrivi a un'intesa significativa. Per tutta la giornata di ieri, le Ong hanno moltiplicato i loro appelli all'ambizione e al riconoscimento dei bisogni dei Paesi più vulnerabili.

EgittoSaranno processati i nove poliziotti accusati di aver picchiato e torturato a morte un detenuto nel carcere di Luxor. L’episodio, che risale al mese scorso, ha sollevato un ampio dibattito nell’opinione pubblica egiziana al punto da convincere l’esecutivo a dichiarare una stretta sugli abusi sommessi da uomini delle forze dell’ordine.
Talaat Shaheeb, di 45 anni, era stato arrestato per possesso di droga lo scorso 25 novembre. Pochi giorni dopo l’ospedale cittadino certificava la sua morte e la presenza sul cadavere di ecchimosi e rottura dell’osso del collo. Altri due casi simili sono stati registrati il mese scorso in altre carceri del paese.>Le famiglie accusano le guardie carcerarie di percosse e torture ai danni delle vittime.
Le violazioni da parte degli agenti delle forze dell’ordine – commesse in un clima di impunità pressoché totale – erano state uno dei motivi all’origine della rivoluzione del 2011 che rovesciò l’allora presidente Hosni Mubarak.

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