La crudeltà che percorre il mondo è, prima di tutto, mediocrità interiore in ciascuno di noi. Facciamo finta di credere che ciò che va oltre il nostro particolare non ci appartenga, rimuoviamo ciò che non conosciamo perché ci fa paura. Siamo avvolti nell'insicurezza, prigionieri, da un lato, delle nostre irresponsabilità e indifferenza e, dall'altro, di un sistema globalizzato costruito a misura di esclusione. Urgono processi di riappropriazione della storia comune in noi.
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