(...) Una lingua è, molto semplicemente, un un modo di dire le cose: il verbo al futuro - che in certe lingue si chiama speranza - differisce in ogni lingua. L'attesa del potenziale dell'avventura e della condizione umane varia da lingua a lingua. Stessa cosa per il ricordo, per l'immensa massa della reminiscenza. Se diventassimo un pianeta monoglotta, o quasi monoglotta, l'immensa perdita equivarrebbe a quella della fauma e della flora (che stiamo distruggendo, come ben sa, in tutto il mondo) e l'impoverimento sarebbe terribile. (...)
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