La coscienza dell'incertezza si è estesa al divenire storico. Il progresso concepito dal diciannovesimo secolo come legge certa della storia umana, è divenuto incerto. Il futuro, prevedibile già nel 1960 dai futurologi, è divenuto imprevedibile. L'incertezza sul futuro dell'umano giunge principalmente dal corso incontrollato e impensato dei processi tecnici, scientifici, economici, legato com'è agli accecamenti prodotti dal nostro tipo di conoscenza parcellizzata e compartimentata. I rischi inerenti a questa grande avventura che ci travolge producono incertezza, davanti alla quale viene meno il principio di precauzione. Rischio e incertezza sono dunque legati da una dialettica che li rimanda continuamente l'uno all'altra. Bisogna comprendere che ogni decisione è scommessa, cosa che consente di produrre vigilanza invece che certezza illusoria. Bisogna apprendere a navigare in un oceano di incertezze attraverso arcipelaghi di certezza. Bisognerebbe insegnare dei principi di strategia, che permettano di affrontare l'alea, l'inatteso e l'incerto e di modificare il loro sviluppo, grazie a informazioni acquisite strada facendo. Non si elimina l'incertezza, si negozia con essa.
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