Si avverte la sensazione che le nostre città siano percorse da un disagio sempre più incontrollato. Si sente che manca qualcosa, l'esercizio di quel talento comune che chiamiamo politica. Direzione, contenuto, decisione, visione sistemica, la politica è tutto questo. La politica, quella vera, genera un ordine consapevole del disordine, non rifiuta l'incertezza della condizione umana ma ci fa i conti. E se camminiamo nelle nostre città tocchiamo con mano e osserviamo che quella incertezza si fa insicurezza e rischia di travolgerci, cancellando tutte le nostre certezze consolidate. Siamo arrivati al punto in cui la guerra fra umano e disumano si è fatta evidente, in cui non riusciamo più a trovare la mediazione virtuosa dei rapporti di forza e degli interessi particolari e le possibilità di liberazione del progetto umano incarnato da ciascuno di noi in modo unico ed irripetibile.
Lavoriamo a ripensare per rifondare la politica.
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