Thursday, 16 July 2015

La fine dell'onniscienza (Mauro Ceruti)

Lo sviluppo della conoscenza appare come un processo duale, in cui si intrecciano due tipi di fasi molto differenti: una in cui lo sviluppo è fondamentalmente di tipo quantitativo e l'altra in cui lo sviluppo è di tipo qualitativo. Nel primo caso, il motore dello sviluppo è il "sapere di non sapere". (...) Il secondo tipo di sviluppo, più raro, si basa proprio sull'esperienza, spesso subitanea o addirittura drammatica, di "non sapere di non sapere". Questa esperienza mette in discussione lo stesso spazio mentale consolidato, nel quale ci si aspettava di poter collocare in modo non problematico le scoperte e i contenuti da acquisire. Tale esperienza, infatti, impone il problema di "apprendere ad apprendere", esige un cambiamento nelle modalità di apprendimento, la trasformazione dei tipi stessi delle domande. Improvvisamente l'esplorazione porta in nuovi mondi, al di là dei confini di quei territori che sono raggiungibili per estrapolazioni lineari e continue. In questi nuovi mondi possono valere nuovi modelli, nuove leggi, nuovi concetti, e l'operazione di traduzione per connetterli ai modelli, alle leggi, ai concetti familiari è problematica e tutta da compiere.

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