Wednesday, 24 February 2016

L'Italia prigioniera del "non progetto" (Marco Emanuele)

A pochi passi da me vive e opera l'unico leader globale degno di questo nome, Papa Francesco. Lui, che ha un progetto di mondo, non riesce a trasferire ai governanti del Bel Paese il senso della "visione storica", del necessario ripensamento strategico dei problemi della convivenza. L'Italia è un Paese che si trova costantemente sospeso tra le sue grandi eredità culturali e politiche, la rincorsa nel presente e la costruzione di un futuro che già la percorre; siamo una penisola "eternamente incompiuta", un pò come quegli alunni dei quali i professori dicono che "è bravo ma potrebbe fare molto di più, se soltanto si impegnasse". Certo, Papa Francesco fa oltre il possibile ma l'Italia di oggi continua a essere prigioniera di una non cultura del "non progetto"; pongo, ancora una volta, la questione centrale della formazione di classi dirigenti in grado, allo stesso tempo, di ripensare in maniera sistemica un Paese lasciato in balìa di una fastidiosa rassegnazione  e di riaggregare l'Europa (altro sogno incompiuto) intorno a un suo possibile ruolo globale. Insisto nel sottolineare questa necessità, consapevole che l'Italia non può pensare di rinascere sulla base di fondamenta culturali e politiche sempre più fragili.

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