Nel tentativo di chiarire la propria posizione nel nuovo quadro politico venutosi a creare con l’inizio della campagna elettorale in vista delle prossime elezioni, il presidente Maithripala Sirisena, in un lungo messaggio televisivo, ha detto che il suo partito è stato destinato a perdere le prossime elezioni a causa della candidatura del’ex-presidente Mahinda Rajapaksa.
"Tamil e musulmani di questo paese non voteranno per lei. (…) Nel paese c’è un'onda che vuole spazzare via tutto il mondo della corruzione. Le persone istruite, le classi medie, si aspettano che io possa gestire un buon governo. Quindi per favore non si presenti in queste elezioni. (…) I giovani non voteranno per lei a causa dei grandi sbagli commessi, come il suo comportamento feudale e il nepotismo" ha detto Sirisena, riferendosi alle accuse secondo le quali Rajapaksa avrebbe sottratto milioni di dollari dalle casse dello Stato durante i suoi nove anni al governo.
Rajapaksa si è candidato nelle liste della United People’s Freedom Alliance (Upfa), lo stesso partito in cui Sirisena è presidente. Alle elezioni presidenziali di gennaio, l'ex capo di Stato ha ricevuto il 47.58% dei voti ed è stato sconfitto da Sirisena a causa della posizione assunta dal partito di opposizione United National Party (Unp). In cambio del sostegno ricevuto per la sua elezione, Sirisena ha poi nominato Ranil Wickremesinghe, allora leader dell’opposizione, primo ministro di un governo di minoranza.
L’intervento di Sirisena è stato fatto un giorno dopo che Rajapaksa ha detto ai media che avrebbe portato avanti una campagna elettorale con Sirisena presidente del partito, per formare un nuovo governo.
Dopo mesi di stallo legislativo, dove il governo di minoranza guidato dal primo ministro Wickramesinghe ha faticato a passare riforme cruciali, Sirisena ha convocato elezioni anticipate nella speranza di ottenere una maggioranza a suo favore. La candidatura di Rajapaksa, nelle liste del suo stesso partito, ha creato a lui e alle forze che lo avevano sostenuto nuovi interrogativi.
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