Non sembra preoccupare la dirigenza del Partito islamico pan-malese (Pas) la secessione di una parte dei suoi membri di spicco dopo che i due alleati nella coalizione di opposizione nel governo centrale si erano allontanati per la deriva radicale del partito.
Il Gerakan Harapan Baru (Movimento della nuova speranza), formato con radici urbane e nei gruppi professionali, è con ogni probabilità destinato a costituire una nuova alleanza con il Partito di azione democratica, rappresentanza soprattutto dell'influente minoranza cinese, e il Parti Keadilan Rakyat, fondato da carismatico Anwar Ibrahim, fautore di un islam progressista e moderato. Alla sua guida è Mohamad Sabu, ex vice-presidente del Pas, che ha portato con sé altri leader di tendenze progressiste.
Proprio la svolta radicale del Pas, che ha deciso di spingere per l'attuazione del codice penale islamico nello Stato del Kelantan, dove è maggioritario nell'assemblea locale, e poi a livello federale, ha convinto i compagni di impegno contro il governo guidato da Najib Razak a uscire dalla coalizione.
Un duro colpo per gli oppositori del governo, che nelle ultime elezioni erano riusciti per la prima volta in oltre mezzo secolo a minacciare il predominio del partito di maggioranza Umno, ma che segnala anche la crescente insofferenza di parte della popolazione verso la politica di favorire la maggioranza di etnia malese e musulmana rispetto alle minoranze cinesi, indiana e tribale che seguono di preferenza rispettivamente le fedi buddhista, induista e cristiana, con alcune frange animiste.
Ostenta sicurezza il presidente del Pas, Hadi Awang, che oggi ha dichiarato di non ritenere la nuova formazione una minaccia per il suo partito, ma invece un'esperienza di breve durata. In ogni caso, una situazione che indebolisce l'opposizione e accresce l'incertezza nella già convulsa vita politica malese.
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