L'apertura è parte dell'essenza stessa del dialogo. Dialogo non è istruzione o insegnamento. Ciascun dialogo ha due poli, e nessuno dei due da solo può svolgere per conto proprio le funzioni del dialogo. (...) Non soltanto a ogni essere umano è permesso di prendere parte a questo dialogo, ma anche ogni ideologia, ogni visione del mondo e ogni filosofia hanno altrettanto diritto a partecipare. Le cosiddette religioni non hanno il monopolio sulla religione. Durante il dialogo stesso si deve chiarire che cosa si intende per religione. (...) In questo senso, l'espressione "incontro" o "dialogo" delle "religioni" non va confusa con l'attività di un qualche gruppo speciale o di un'assemblea a porte chiuse. Religione qui implica agora, kuruksetra, il luogo dove gli uomini - insieme alla terra, in basso, e al cielo, in alto - si raccolgono per indagare in sincerità le cose che più li riguardano, i loro interessi fondamentali (e fondamentalmente comuni). Tutti sono invitati, per diritto e ciascuno con le sue convinzioni, al banchetto della Vita.
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