Tuesday, 14 July 2015

Giappone. SI RADICALIZZA DIBATTITO SU SICUREZZA E PACIFISMO (Misna)

Si riacutizza il dibattito sull'identità pacifista del Giappone, garantita dall'articolo 9 della costituzione dettata dagli americani durante la loro occupazione post-bellica. In un contesto in cui il governo guidato da Shinzo Abe prosegue nel suo impegno a garantire al paese maggiore presenza anche militare all'estero attraverso leggi viste come nazionaliste e guerrafondaie dagli avversari, la politica ufficiale è evidenziata anche in un fumetto recentemente prodotto dal Partito liberal-democratico al potere. “Se manteniamo la costituzione che l'occupante statunitense ha dato a un Giappone sconfitto, resteremo per sempre un paese sconfitto”, è la tesi.
D'altra parte, i sostenitori dell'articolo 9 ritengono la costituzione la fonte del benessere e della pace goduti dal Giappone negli ultimi 70 anni sotto la protezione militare americana. Il loro timore è che in gioco non ci siano soltanto i principi che hanno sostenuto i rapporti del paese con il mondo, ma anche i diritti garantiti finora ai cittadini e la pace nella regione.
Al momento il governo è riuscito a garantire alle Forze di autodifesa, moderne e tra le meglio equipaggiate, equivalenti almeno a quelle britanniche ma finora con un solo ruolo nazionale, la possibilità di un impegno all'estero se sollecitato da un paese alleato secondo la dottrina di “autodifesa condivisa”.
Abe non fa mistero della sua volontà di arrivare a una modifica costituzionale che consenta anche un ruolo diverso all'industria bellica e in generale garantisca al paese un prestigio anche militare davanti alla percezione della minaccia cinese e nordcoreana, ma il percorso richiederebbe condizioni politiche ancora lontane. Senza contare l'opposizione di parte della società civile. Contemporaneamente alla deriva nazionalista, infatti, si concretizzano tante attività di senso contrario. Il fronte pacifista vede anche prestigiose partecipazioni, come quella del Premio Nobel per la Letteratura Oe Kenzaburo e Hayao Miyazaki, capofila oggi del cinema d'animazione nipponico.
Proprio in questi giorni, Miyazaki ha chiesto al premier di porgere chiaramente le scuse del Giappone per il passato bellicista mentre Shinzo Abe sta elaborando un problematico messaggio al paese e al mondo che il mese prossimo ricorderà il 70° anniversario dalla fine del conflitto mondiale.

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