Secondo uno studio dell’UNICEF, gli omicidi di persone al di sotto dei 19 anni sono raddoppiati negli ultimi 25 anni, circa 10.500 casi all'anno o 28 uccisioni al giorno. Le morti violente sono salite da cinquemila nel 1990 a 10.500 nel 2013, facendo del Brasile il secondo paese più violento al mondo dopo la Nigeria.
Secondo lo studio, le vittime principali sono i poveri di razza afro che in genere vivono nelle baraccopoli alla periferia delle grandi città. “ I neri sono quattro volte più vulnerabili rispetto ai bianchi ”, si legge nel rapporto.
Il rapporto è stato preparato partendo da dati del governo e presentato in occasione del 25° anniversario dell’entrata in vigore delle legge sui bambini e adolescenti in Brasile. Nel rapporto si ricorda che nonostante cambiamenti positivi fatti nel campo dell’istruzione e della riduzione del lavoro minorile ci sono ancora in Brasile 3 milioni di bambini che non frequentano la scuola e un 700 mila che non è iscritto a nessun corso prescolare.
Circa 1,4% dei brasiliani tra i 10 e i 18 anni è analfabeta. Mentre il lavoro minorile è una realtà per circa 1.3 milioni di bambini tra i 10 e 15 anni. La mortalità infantile è scesa da 50 casi per 1000 nati ad appena 12 per 1000.
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