Saturday, 7 November 2015
Fattori globali (Marco Emanuele)
Ghennadij Shmal, presidente dell'Unione industriale russa del gas dichiara a Il Sole 24 Ore di oggi che per i prossimi vent'anni l'economia europea si baserà sul gas russo. E dice: Norvegesi e britannici non possono aumentare la produzione, Nord Africa e Medio Oriente sono in difficoltà. E quando gli americani dicono che porteranno il loro gas liquefatto in Europa, noi vi assicuriamo: mai l'LNG americano sarà più economico del nostro gas. La costruzione di Nord Stream 2 inoltre ci permetterà forniture più stabili. Sul mercato cinese, Shmal dice: Abbiamo firmato contratti con la Cina, ma per le forniture ci vuole tempo. Dunque per l'Europa non c'è alcun pericolo, dipende solo dalla richiesta. Ma noi dobbiamo diversificare le forniture: chiudere i pozzi non è conveniente, e se l'Europa non lo prende il gas dove va ? Da nessuna parte. Non lo puoi mettere in cassaforte. Per questo dobbiamo guardare sia a Oriente che a Occidente. Rispetto all'impatto di sanzioni e prezzi bassi sugli investimenti, Shmal dichiara: Il fatto è che le sanzioni sono contro lo sviluppo della dorsale artica, e noi là lavoriamo poco. Sono risorse proiettate nel futuro. Ci preoccupa di più l'impossibilità di ottenere finanziamenti a basso prezzo. Il sistema bancario russo era impreparato a questi sviluppi: le banche fanno credito a tassi del 15/17%. (...) nelle infrastrutture il costo degli interessi raddoppia nell'arco di 5/7 anni. Per quest'anno e magari il prossimo anno non dovrebbero esserci problemi, ma dopo saremo costretti a ridurre i programmi di investimento. A meno di non trovare finanziamenti a buone condizioni altrove. Come lavorare pur rispettando le sanzioni ? Naturalmente si possono creare delle jv, localizzare certe produzioni in Russia. Oppure basarsi in Bielorussia o in Kazakhstan. Vede, gli imprenditori - in Italia, in Francia, in Germania - prendono posizione contro le sanzioni. Con i politici è diverso. Il principale sostenitore delle sanzioni è la Casa Bianca, ma non hanno capito che le sanzioni portano i governi che le subiscono a fare quadrato attorno alla leadership.
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