La progressione competitiva del progresso globalizzato ci fa arretrare in termini di sostenibilità della convivenza umana. Il che si mischia ad una retorica che tende a semplificare tutto, a restituire porzioni di realtà al nostro intelletto disabituato alla complessità. Ed è per questo che capiamo solo ciò che ci arriva alla pancia, non comprendendo più la totalità insita in ogni particolare. C'è differenza fra capire e comprendere, fra superficialità e profondità, fra realismo progettuale nella complessità e cultura lineare nell'irrealtà.
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