"Noi parteciperemo alle elezioni per continuare ad attuare la transizione democratica che deve ancora essere completata": lo ha detto Aung San Suu Kyi in una conferenza stampa tenutasi nella capitale Naypyidaw, sottolineando che la decisione è stata presa dal Comitato centrale del suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia (Nld).
"Noi - ha sottolineato Nan Khin Htwe Myint, del Comitato centrale della Nld - competeremo in tutte le circoscrizioni in cui ci sarà possibile. (…) Ma, come sapete, ci sono più di 1.200 posti da assegnare in tutto il paese. Non possiamo presentarci in ogni luogo. Parleremo con la Commissione di rappresentanza del parlamento del popolo (Crpp) per quanto riguarda le elezioni, per evitare di competere nelle circoscrizioni dove i nostri partiti alleati hanno una forte presenza. Ma noi correremo nella maggior parte dei luoghi".
Il Crpp è stata costituita nel 1998 dalla Nld insieme ad altri partiti che hanno vinto seggi nelle elezioni generali del 1990 e i cui risultati non sono stati riconosciuti dalla giunta militare allora al potere. Il partito di Aung San Suu Kyi ha boicottato il voto del 2010 perché riteneva che le regole elettorali fossero ingiuste. Solo dopo che il nuovo governo birmano ha approvato alcune modifiche alle leggi elettorali, la Nld ha iniziato a partecipare come maggior partito di opposizione, vincendo quasi tutti i posti dove si è presentato.
Suu Kyi, che ha trascorso 15 anni agli arresti domiciliari, è esclusa dalla possibilità di correre per la presidenza a causa di una disposizione costituzionale che esclude coloro che hanno strette relazioni con stranieri: il suo defunto marito era britannico e "la Lady" ha due figli britannici. Il mese scorso, il parlamento birmano ha votato contro gli emendamenti costituzionali che avrebbero permesso a Suu Kyi di candidarsi per la presidenza. Nella Nld si era diffusa la voce che il suo partito (che ha sempre affermato che non ci possono essere giuste elezioni senza le modifiche costituzionali), in risposta, avrebbe potuto boicottare le elezioni.
“Non potrò essere il presidente se la sezione 59 della Costituzione non viene modificata - ha detto Suu Kyi nel suo discorso in cui ha annunciato la partecipazione del suo partito -. Naturalmente non stiamo andando alle elezioni senza avere un'idea di come intendiamo gestire questo problema. Al momento non posso dire nulla. Ma faremo un piano che la popolazione sarà in grado di accettare”.
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