bisognerebbe introdurre nella preoccupazione pedagogica il vivere bene, il "saper-vivere", "l'arte di vivere" e ciò diviene sempre più necessario nel degrado della qualità della vita sotto il segno del calcolo e della quantità, nella burocratizzazione dei costumi, nei progressi dell'anonimato, della meccanizzazione nella quale l'essere umano è trattato come un oggetto, nell'accelerazione generale, dal fast-food alla vita sempre più cronometrata. Arriviamo all'idea che l'aspirazione di ben vivere richiede l'insegnamento di un saper-vivere nella nostra civiltà.
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