Sono "legittimi" i colloqui di pace che cercano di porre fine a 13 anni di guerra nel paese. Lo ha affermato il leader talebano mullah Omar nel suo messaggio augurale, rilasciato in occasione delle prossime festività delle Eid che segnano la fine del mese di digiuno del Ramadan.
"Se guardiamo nei nostri regolamenti religiosi, possiamo trovare che le riunioni e le interazioni anche pacifiche con i nemici non sono vietate. (…) Insieme al jihad armato, sforzi politici e vie pacifiche per il raggiungimento di obiettivi sacri sono principi islamici legittimi" ha fatto sapere Omar attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale dei talebani.
La settimana scorsa a Murree, piccolo centro sulle colline a nord di Islamabad, i rappresentanti del Consiglio di pace afghano e quelli dei talebani hanno avuto i primi colloqui ufficiali per porre fine al lungo conflitto. Le due parti hanno convenuto di incontrarsi di nuovo nelle prossime settimane, probabilmente dopo le Eid.
Anche se alcuni leader talebani sono ottimisti, molti altri restano profondamente diffidenti e all’interno dei diversi raggruppamenti talebani restano profonde divisioni, insieme a spaccature tra leader anziani e più giovani e a nuove formazioni che si dicono legate allo Stato islamico.
Nel suo messaggio, Omar ha cercato di dissipare qualsiasi idea di una scissione. "Tutti i mujaheddin e i connazionali devono essere certi che in questo processo io difenderò fermamente i nostri diritti legali e il nostro punto di vista" ha sottolineato il capo dei talebani, aggiungendo che lo scopo dei colloqui è quello di porre fine all'occupazione dell'Afghanistan.
I commenti sul processo di pace da parte di Omar, sul quale da tempo corrono voci di cattiva salute e perfino di morte, si uniscono alle dichiarazioni positive rilasciate in questi giorni dai governi di Kabul, Islamabad, Pechino e Washington nonché dalle Nazioni Unite.
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