Possiamo fare a meno dei cosiddetti intellettuali che sono, in realtà, consiglieri del principe. Chi pensa nella verità della realtà ? Chi si preoccupa di integrare le conoscenze come ricerca nella Conoscenza ?; si tratta di una scelta rischiosa perché, con tutta evidenza, la integrazione delle conoscenze rompe le certezze consolidate e mette in discussione le posizioni di potere culturale, generando progettualità non ancora conosciuta. Questa rottura, a ben guardare, si chiama innovazione. L'intellettuale degno di questo nome è colui che rompe per innovare, è colui che accoglie l'incertezza come costitutiva della realtà, a partire dalla nostra; l'intellettuale degno di questo nome si soddisfa nel mistero del dubbio, vera possibilità di rendere storico l'oltre che già ci percorre.
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