Wednesday, 8 July 2015

Per un umanesimo complesso (Marco Emanuele)

Mediocri, crolliamo nel disumano. Competitivi e omologati, non ci rendiamo conto che abbiamo la responsabilità (diritto/dovere) di ripensarci e di ritrovarci umani, imperfetti, incerti e complessi.
L'umanità è la nostra natura profonda, ciò che ci lega e ci integra; eppure, come la realtà dimostra, siamo esseri umani in grado, in ogni istante, di degenerare e di risorgere. Ciò che è importante è essere consapevoli del nostro "umanesimo complesso" e di lavorare per far prevalere la nostra parte cooperativa, integrante, globale; invece, sembriamo volerci arrendere al presente, all'indifferenza, al bisogno di avere un nemico.
Fuori dall' "umanesimo complesso" c'è la nostra presunta autosufficienza, l'illusione che sia la certezza a condurre la storia e che la vita possa essere determinata, prevista, dominata in ogni suo ambito; l' idea della certezza ad ogni costo è la ragion d'essere della tecnocrazia e la situazione nella quale ci troviamo, caratterizzata e percorsa dalla volontà di "modellizzazione" del mondo-della-vita, evidenzia i limiti e i drammi dell'assenza di visione strategica.

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