L'appartenenza reciproca ad un destino comune è ciò che ci chiama ad essere responsabili per noi, per ogni altro DI noi e per il mondo-della-vita nel suo complesso.
Sentirsi parte di un destino comune è un fatto intimo di ogni persona e storico dell'intera ed unica umanità; ci cambia e cambia la realtà. E tale destino comune va costruito insieme, partecipato, condiviso; si tratta di ripensare e di rifondare percorsi strategici di relazione, di ripartire "dal basso" e da "ogni locale", di ricongiungere le differenze in un mosaico integrato e dinamico.
E' un lavoro lungo e difficile perché chiede, primariamente, un cambio di mentalità; il passaggio dal "pensiero lineare" al "pensiero complesso". Su questo ci giochiamo tutto ed è fondamentale ritornare a "pensare differente", anzitutto ponendo le nostre facoltà fondamentali (ragione, volontà, intelligenza) al servizio della globalità che vive nel già conosciuto e nel non ancora conosciuto; dobbiamo ripensare la nostra idea di realtà, ampliando il nostro sguardo su ciò che è reale e non su ciò che a noi sembra tale.
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