Invochiamo la modernità e lo sviluppo per sostenere che tutte le culture devono adeguarsi a un "modello unico"; in questa follia c'è tutta la nostra degenerazione, la nostra incapacità di fare i conti con le differenze, di mediarle, valorizzarle e liberarle. Siamo prigionieri della nostra irresponsabilità e della nostra in-differenza, in un contesto a-politico; dobbiamo renderci consapevoli di quanto siamo primitivi, sacerdoti modellizzati e non testimoni della vita. Insisto sul ritorno alla realtà e sulla incarnazione dei valori nella complessità dei processi storici vitali perché la realtà di noi è di individui e non di persone, di macchine competitive e non di processi cooperativi e dialoganti.
No comments:
Post a Comment