Esercitare in modo sistematico la ragione, cercando di
cogliere come essa può descrivere il mondo non ha uno scopo risolutivo,
definitivo e definitorio, ma quello fondamentale di comprenderne l’istanza
conoscitiva
Una ragione non astratta, che nel farsi esperienza del mondo
cerca di rappresentarlo e di interpretarlo, di costruire immagini che ne
disegnino un senso al di là della contingenza dei fatti o dell’ingenuità di
punti di vista particolari: qui la metafisica trova la sua forza
Un discorso dove la decostruzione, in tutte le sue forme,
può avere la funzione di non chiudere il sapere in un libro o (…) in “fatti”,
ma che non può distruggere la forza dialogica della ragione stessa, che nella
sua stessa tradizione vive, impedendo il sorgere di un pensiero unico su che
cosa sia moderno, Occidente o crisi
Per incidere sulla vita, per comprendere la crisi, il senso
di incertezza e la volontà di dominarlo, la filosofia ha bisogno di un costante
rapporto con il mondo, con le azioni delle persone, con le dinamiche
spirituali, con le possibilità che nascondono, con un universo motivazionale
che si esplicita in atti, relazioni, confronto di punti di vista. Una rete di
motivi “attivi” che non si esercita soltanto nei confronti della “natura”
interiore, con i propri spazi privati in generale, ma anche con tutto ciò che
fa parte della polis, delle relazioni intersoggettive, che vanno esibite nei
loro universi di senso, per evidenziarne possibilità anche prima di “spiegarle”
Non esiste nella cultura occidentale un “pensiero unico”:
volerlo imporre, come si coglie oggi anche a livello politico-economico,
significa fare violenza alla dialogicità del pensiero a favore di un’idea di
crisi univoca e distruttiva
Il recupero del mondo della vita, il legame tra la
razionalità e le operazioni conoscitive, il tentativo di cogliere i nessi “legali”
tra antropologia e scienze naturali, la continuità, o le analogie, tra
intelletto e sensibilità, l’atteggiamento antidogmatico che impone di “andare a
vedere” qualità e significato delle cose, costituiscono il piano di sviluppo
originario del pensiero e delle sue dinamiche
La conoscenza è un processo che deve essere analizzato nei
suoi fondamenti e che deriva da un’esperienza intuitiva. Esistono dei
“meccanismi” attraverso i quali la conoscenza funziona, e tale funzionamento
può essere “mostrato”, argomentato, reso “pubblico”. In questo modo soltanto, e
non attraverso discorsi indimostrabili, si costituisce la “ragione”, che sarà
sempre più arduo ritenere qualcosa di unico, assoluto e universale. La ragione
è nei processi che sviluppa, nelle idee che forma
L’idea non deriva da un percorso astratto, e non è
autosufficiente: è connessa a una rappresentazione
La filosofia è una educazione al pensiero, all’argomentazione,
alla descrizione, alla capacità di costruire idee. E’ un richiamo costante alla
necessità di “mettere in comune” il nostro rapporto con le cose, a cercare quei
modi condivisi che prendono il nome di “conoscenza”, compiendolo a partire da
operazioni legate alle nostre capacità di associare, collegare, ragionare
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