Sunday, 6 September 2015

Filosofia della crisi (Elio Franzini) - citazioni -

Esercitare in modo sistematico la ragione, cercando di cogliere come essa può descrivere il mondo non ha uno scopo risolutivo, definitivo e definitorio, ma quello fondamentale di comprenderne l’istanza conoscitiva 

Una ragione non astratta, che nel farsi esperienza del mondo cerca di rappresentarlo e di interpretarlo, di costruire immagini che ne disegnino un senso al di là della contingenza dei fatti o dell’ingenuità di punti di vista particolari: qui la metafisica trova la sua forza

Un discorso dove la decostruzione, in tutte le sue forme, può avere la funzione di non chiudere il sapere in un libro o (…) in “fatti”, ma che non può distruggere la forza dialogica della ragione stessa, che nella sua stessa tradizione vive, impedendo il sorgere di un pensiero unico su che cosa sia moderno, Occidente o crisi 

Per incidere sulla vita, per comprendere la crisi, il senso di incertezza e la volontà di dominarlo, la filosofia ha bisogno di un costante rapporto con il mondo, con le azioni delle persone, con le dinamiche spirituali, con le possibilità che nascondono, con un universo motivazionale che si esplicita in atti, relazioni, confronto di punti di vista. Una rete di motivi “attivi” che non si esercita soltanto nei confronti della “natura” interiore, con i propri spazi privati in generale, ma anche con tutto ciò che fa parte della polis, delle relazioni intersoggettive, che vanno esibite nei loro universi di senso, per evidenziarne possibilità anche prima di “spiegarle” 

Non esiste nella cultura occidentale un “pensiero unico”: volerlo imporre, come si coglie oggi anche a livello politico-economico, significa fare violenza alla dialogicità del pensiero a favore di un’idea di crisi univoca e distruttiva 

Il recupero del mondo della vita, il legame tra la razionalità e le operazioni conoscitive, il tentativo di cogliere i nessi “legali” tra antropologia e scienze naturali, la continuità, o le analogie, tra intelletto e sensibilità, l’atteggiamento antidogmatico che impone di “andare a vedere” qualità e significato delle cose, costituiscono il piano di sviluppo originario del pensiero e delle sue dinamiche 

La conoscenza è un processo che deve essere analizzato nei suoi fondamenti e che deriva da un’esperienza intuitiva. Esistono dei “meccanismi” attraverso i quali la conoscenza funziona, e tale funzionamento può essere “mostrato”, argomentato, reso “pubblico”. In questo modo soltanto, e non attraverso discorsi indimostrabili, si costituisce la “ragione”, che sarà sempre più arduo ritenere qualcosa di unico, assoluto e universale. La ragione è nei processi che sviluppa, nelle idee che forma 

L’idea non deriva da un percorso astratto, e non è autosufficiente: è connessa a una rappresentazione 


La filosofia è una educazione al pensiero, all’argomentazione, alla descrizione, alla capacità di costruire idee. E’ un richiamo costante alla necessità di “mettere in comune” il nostro rapporto con le cose, a cercare quei modi condivisi che prendono il nome di “conoscenza”, compiendolo a partire da operazioni legate alle nostre capacità di associare, collegare, ragionare 

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