Friday, 4 December 2015
Thursday, 3 December 2015
Worlds (Misna)
Africa - Più della metà degli africani, addirittura il 58%, ritiene che nel proprio paese la corruzione stia diventando più grave e diffusa: lo evidenzia l’organizzazione non governativa Transparency International, che nel suo ultimo rapporto propone un sondaggio condotto in 28 paesi differenti.
Gli esperti sottolineano che la percentuale è particolarmente alta in alcuni dei paesi economicamente più avanzati dell'area sub-sahariana: Sudafrica (83%), Ghana (76%), Nigeria (75%).
Dati meno scoraggianti giungono da altri paesi. Come il Botswana, dove il 54% degli intervistati si è detto convinto che il governo abbia adottato misure adeguate per combattere la corruzione; o la Costa d’Avorio e il Senegal, dove le opinioni favorevoli rispetto all'operato degli amministratori sono rispettivamente il 44 e il 47%.
Libia - Si terrà a Roma, il prossimo 13 dicembre, una conferenza internazionale sulla Libia che scongiuri la dissoluzione del paese – in preda al caos istituzionale e teatro di un conflitto tra numerosi fazioni armate – e contrasti l’avanzata del sedicente Stato Islamico (Is).
“Possiamo ancora evitare la disgregazione completa del paese e fermare Daesh (acronimo arabo di Isis, ndr)" ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni annunciando la data della conferenza al Senato. “Possiamo farlo grazie a un’intensa attività diplomatica, un’intesa tra le parti, un impegno forte per la stabilità politica al fianco del futuro governo libico”.
Il ministro non fornito ulteriori dettagli sui partecipanti né sulle modalità della riunione che – secondo quanto riporta oggi gran parte della stampa – dovrebbe ricalcare quelle sulla Siria organizzate a Vienna negli ultimi due anni, sia per l’ampio numero di partecipanti che per il coinvolgimento di grandi organismi internazionali e attori regionali con interessi diretti nel paese.
Brasile - “Infondate” e “inconsistenti”: la presidente Dilma Rousseff ha definito con queste parole le accuse sulla base delle quali la Camera dei deputati ha autorizzato l’avvio di un’inchiesta parlamentare che potrebbe portare a una sua destituzione.
Presentate in 28 fascicoli dai deputati di opposizione, le accuse sono relative a una presunta manipolazione dei dati della finanziaria del 2014 tesa a nascondere un aumento del debito pubblico. A Rousseff è per altro contestato di aver ricevuto finanziamenti illeciti durante la campagna elettorale dello scorso anno dalla società petrolifera di Stato Petrobras, a sua volta coinvolta in una seria di scandali.
Se l’inchiesta parlamentare dovesse confermare le accuse e l’impeachment fosse approvato da una maggioranza qualificata dei deputati, Rousseff dovrebbe lasciare la guida del paese. A prendere il suo posto, fino alle elezioni del 2018, sarebbe il vice-presidente.
Somalia - L’esercito somalo e le truppe dell’Unione africana in Somalia (Amisom) hanno annunciato la cattura di Moallim Hundow, capofila del gruppo al Shabaab, in un’operazione nella zona di Bulo Burte, nella regione centrale dell’ Hiraan.
Hundow era a capo di un sistema che imponeva la riscossione di forti tangenti ai pastori e allevatori della zona. La città di Bulo Burte – nelle mani degli insorti - era stata riconquista lo scorso anno dai militari somali con il sostegno dei caschi verdi di Amisom.
Secondo fonti militari somale, inoltre, gi Stati Uniti stanno continuando i raid aerei – cominciati lo scorso anno - a sostegno del governo di Mogadiscio contro l’insurrezione jihadista. L’ultimo, in ordine di tempo, sarebbe stato condotto sulla città di Kuunyo-Barrow, a 330 chilometri a sudovest di Mogadiscio. In un raid americano del settembre del 2014 è stato ucciso l’ex leader del gruppo, Ahmed Abdi Godane.
(Giudizio storico) Il mondo multipolare e a-centrico è un "pensiero di civiltà"
Il mondo multipolare e a-centrico è un "pensiero di civiltà". E', allo stesso tempo, il capovolgimento del concetto di dominio e il recupero del senso di governo dei processi storici.
Il nostro pensiero sul mondo deve diventare la narrazione dei mondi che evolvono. Il "pensiero di civiltà" può superare, se condiviso, l'ansia da civilizzazione che ancora oggi è dominante. Si tratta di recuperare il globale in ogni particolare, valorizzando la "profonda necessità" di ogni differenza e della loro integrazione. E' fondamentale ripensare i "luoghi della realtà" (primi fra tutti, le città), uscendo dai "non luoghi dell'irrealtà".
Tutte le competenze e tutte le esperienze vanno poste a disposizione del "fine" di definire un "pensiero-progetto di civiltà"; non immaginiamo un mondo perfetto bensì una convivenza globale che si ri-fondi sulla "politica complessa", contemporaneamente arte della mediazione dei rapporti di forza e degli interessi particolari (non eliminabili dal "palcoscenico della storia") e scienza della liberazione della progettualità umana.
Il "pensiero-progetto di civiltà" deve fondarsi sul "complesso" e sul "contesto" e chiede un pensiero complesso e la compenetrazione delle discipline particolari con elementi filosofici e antropologici, del "perché" e del "come" della natura e della evoluzione di ogni realtà particolare e della realtà globale.
Il nostro pensiero sul mondo deve diventare la narrazione dei mondi che evolvono. Il "pensiero di civiltà" può superare, se condiviso, l'ansia da civilizzazione che ancora oggi è dominante. Si tratta di recuperare il globale in ogni particolare, valorizzando la "profonda necessità" di ogni differenza e della loro integrazione. E' fondamentale ripensare i "luoghi della realtà" (primi fra tutti, le città), uscendo dai "non luoghi dell'irrealtà".
Tutte le competenze e tutte le esperienze vanno poste a disposizione del "fine" di definire un "pensiero-progetto di civiltà"; non immaginiamo un mondo perfetto bensì una convivenza globale che si ri-fondi sulla "politica complessa", contemporaneamente arte della mediazione dei rapporti di forza e degli interessi particolari (non eliminabili dal "palcoscenico della storia") e scienza della liberazione della progettualità umana.
Il "pensiero-progetto di civiltà" deve fondarsi sul "complesso" e sul "contesto" e chiede un pensiero complesso e la compenetrazione delle discipline particolari con elementi filosofici e antropologici, del "perché" e del "come" della natura e della evoluzione di ogni realtà particolare e della realtà globale.
(Giudizio storico) Mondo multipolare e a-centrico
La scelta del Papa di aprire il Giubileo a Bangui pone una grande questione geopolitica.
Alcuni parlano di un mondo a-polare, dove non ci sono leadership forti ma tanti rapporti di forza che si contendono spazi di potenza. Francesco, ponendo Bangui al centro dell'attenzione mondiale, ci spiega che dobbiamo ragionare di una "polarità diffusa", eliminando la contrapposizione fra centro e periferia e ripensando il concetto stesso di "centro". Francesco, secondo me, pone il tema di un mondo multipolare e a-centrico.
Con Francesco siamo chiamati a ripensare le nostre certezze consolidate nei vari campi della convivenza umana, a cominciare dalla nostra narrazione del mondo che, sempre di più, deve tornare alla realtà del Mondo-della-Vita ed evolvere nella ricerca della sua verità (in termini progettuali e non dogmatici).
Alcuni parlano di un mondo a-polare, dove non ci sono leadership forti ma tanti rapporti di forza che si contendono spazi di potenza. Francesco, ponendo Bangui al centro dell'attenzione mondiale, ci spiega che dobbiamo ragionare di una "polarità diffusa", eliminando la contrapposizione fra centro e periferia e ripensando il concetto stesso di "centro". Francesco, secondo me, pone il tema di un mondo multipolare e a-centrico.
Con Francesco siamo chiamati a ripensare le nostre certezze consolidate nei vari campi della convivenza umana, a cominciare dalla nostra narrazione del mondo che, sempre di più, deve tornare alla realtà del Mondo-della-Vita ed evolvere nella ricerca della sua verità (in termini progettuali e non dogmatici).
Worlds (Misna)
Sudafrica - Investimenti e prestiti cinesi per circa sei miliardi e mezzo di dollari, in particolare a beneficio di un progetto di sviluppo della società statale delle ferrovie: li prevedono accordi sottoscritti in Sudafrica dal presidente Xi Jinping, a Johannesburg anche per partecipare a un vertice per la cooperazione tra Pechino e i governi sub-sahariani.
A essere messi nero su bianco sono state ben 26 intese. Quella relativa alle ferrovie ha un valore di due miliardi e mezzo. A Johannesburg domani si apre il Sesto forum per la cooperazione Cina-Africa. Con un interscambio di oltre 200 miliardi l’anno, e nonostante un rallentamento nella crescita del Prodotto interno lordo (Pil), Pechino resta il primo partner commerciale del continente.
Worlds (Misna)
R. Congo - Detenzione illegale di armi da guerra, partecipazione a una manifestazione proibita e complicità nell’incendio di edifici pubblici. Queste le accuse mosse a Paulin Makaya, presidente della Forze repubblicane e democratiche (partito d’opposizione in Repubblica del Congo), che era stato arrestato il 24 novembre scorso.
Originariamente Makaya era stato arrestato solo per il primo capo d’imputazione, mentre gli altri gli sono stati notificati nelle scorse ore, quando è comparso davanti al magistrato. Attraverso il suo avvocato, l’oppositore ha respinto tutte le accuse, definendosi “prigioniero politico e d’opinione”.
Makaya era uno degli esponenti politici che si erano opposti al referendum costituzionale del 25 ottobre scorso, con cui l’attuale presidente Denis Sassou-Nguesso ha ottenuto la possibilità di candidarsi per un nuovo mandato. Proprio alla partecipazione a una marcia di protesta contro la riforma fa riferimento una delle accuse nei suoi confronti.
Israele - Le autorità israeliane hanno arrestato diversi giovani in relazione con l’incendio appiccato ad una casa palestinese nel villaggio di Duma, in Cisgiordania, costato la vita a Saad e Riham Dawabsha e al loro figlioletto di 18 mesi, Ali. L’episodio – che risale a quattro mesi fa – aveva provocato grande commozione nell’opinione pubblica palestinese e forti condanne a livello internazionale. Un altro figlio della coppia, Ahmed, di 4 anni, è tuttora ricoverato in seguito alle ustioni riportate nell’incendio.
Secondo i responsabili dello Shin Bet, la sicurezza interna di Israele, i sospettati sarebbero affiliati ad un’organizzazione terroristica israeliana.
Sul muro di cinta della casa dei Dawabsha, all’indomani dell’attacco, era stata ritrovata la scritta “vendetta”, simbolo distintivo degli attacchi commessi dai coloni israeliani per ‘ripagare’i palestinesi delle azioni prese dal governo di Tel Aviv contro gli abitanti degli insediamenti, illegali secondo il diritto internazionale.
Worlds (Misna)
Cambogia - Un terzo capo d'imputazione in tre settimane imposto su Sam Rainsy, leader storico dell'opposizione cambogiana, aggrava ulteriormente la sua posizione e ne rende più problematico il rientro in patria.
La nuova accusa di diffamazione intentata contro di lui dal presidente dell'Assemblea nazionale, Heng Samrin, riguarda un'affermazione di carattere storico postata su Facebook. In essa Sam Rainsy , nemesi del premier Hun Sen al potere da un trentennio, ricordava che durante la presidenza di Heng Samrin successiva alla sconfitta dei Khmer Rossi nel 1979, il sovrano Norodom Sihanouk venne processato e condannato a morte con l'accusa di tradimento. Una condanna poi condonata: il sovrano, deceduto nel 2012, poté formalmente restare come simbolo dell'unità e della tradizione dello stato cambogiano dal 1993 al 2004
In base alla nuova accusa, Sam Rainsy, a capo del Partito per la salvezza nazionale della Cambogia, dovrà presentarsi in tribunale il 4 gennaio. Dal 13 novembre, tuttavia, quando un tribunale di Phnom Penh ha emesso contro di lui in mandato d'arresto per un vecchio caso di diffamazione in precedenza condonato, l'uomo politico non gode più dell'immunità parlamentare e rischia quindi l'arresto immediato al rientro in patria e l'incarcerazione per due anni. Una situazione aggravata da un altro mandato, il 20 novembre, per il suo presunto coinvolgimento, da parlamentare, nella falsificazione di documenti pubblici nel tentativo di risolvere una vecchia disputa confinaria con il Vietnam.
Al momento Rainsy, che ha doppia cittadinanza cambogiana e francese, ha scelto di restare all'estero, tra Asia e Europa, tuttavia l'opposizione guarda con preoccupazione a una situazione che – ha segnalato – potrebbe anticipare un golpe politico per lasciare campo libero a Hun Sen e al suo Partito del popolo cambogiano.
Afghanistan - Confermato da forti governative ma smentito dai vertici talebani, il ferimento di ieri, in modo grave, di mullah Akhtar Mansur segnala quanto meno la crisi interna alla leadership afghana del movimento dopo la morte nel 2013 di Mullah Omar, confermata solo lo scorso luglio.
Per fonti talebane riprese dalle autorità, Mansur sarebbe rimasto ferito durante un conflitto a fuoco scoppiato per divergenze su questioni strategiche nella casa di un militante locale presso Quetta, capoluogo della provincia pachistana del Balochistan, per altri a Kandahar, città afghana presso il confine con il Pakistan.
Cinque militanti in posizione di comando sarebbero rimasti uccisi e una decina almeno, tra cui mullah Mansur, sarebbero stati colpiti in modo grave da proiettili. Il leader supremo talebano avrebbe ricevuto cure per ben quattro ferite.
Questa versione è tuttavia contestata dal portavoce principale dei Talebani in Pakistan, Zabihullah Mujahid, che ha segnalato la presenza di Mansur in Afghanistan e definito le voci del conflitto a fuoco “un'invenzione dei servizi segreti”.
Restano al momento certe le fratture interne ai Talebani, con la leadership di Mansur non da tutti accettata e considerata da alcuni come una concessione al governo pachistano. Con certezza, una crisi interna al governo del movimento allontana ulteriormente le già scarse possibilità di una ripresa dei colloqui di pace tra esso e il governo pachistano. Lo stesso presidente afghano Ashraf Ghani aveva indicato nei giorni scorsi che la sua disponibilità a avviare una trattativa con i rivali aveva un serio limite nella rappresentatività degli interlocutori che non esprimerebbero “un'entità talebana, ma gruppi di Talebani”.
Proprio la possibilità di colloqui di pace con Stati Uniti e Kabul, come pure i rapporti con la fazione dissidente guidata dal mullah Mohammad Rasool Akhund sarebbero stati centrali all'incontro in cui Mansur sarebbe stato colpito.
Burundi - I rappresentanti del governo del Burundi incontreranno a Bruxelles quelli dell’Unione europea il prossimo 8 dicembre per discutere della crisi politica che coinvolge il paese dalla fine di aprile. Lo riporta l’emittente Radio France Internationale.
Secondo le informazioni diffuse dalla radio, le due delegazioni saranno guidate dal ministro degli Esteri olandese Bert Koenders e dal suo omologo burundese Alain Aimé Nyamitwe. L’Unione europea, che ha richiesto questo incontro da oltre un mese secondo quanto prevedono gli accordi di Cotonou siglati con vari paesi africani, denuncia da tempo violazioni dei diritti umani compiute dal governo di Bujumbura.
Nel corso dell’incontro, le autorità del Burundi dovranno presentare un elenco di provvedimenti da prendere per rispondere a queste preoccupazioni. Le misure dovrebbero poi essere sottoposte a monitoraggio. In caso di mancato rispetto, il Burundi rischia nuove sanzioni dopo quelle imposte contro singole personalità legate sia alla maggioranza che agli avversari del presidente Pierre Nkurunziza.
Intanto, continuano le violenze nel Paese: da martedì sera almeno cinque persone, secondo fonti di stampa, sono morte nella capitale Bujumbura e nella provincia che la circonda, a seguito di due attacchi con granate contro altrettanti bar e a scontri a fuoco tra forze dell’ordine e uomini armati. Si sono registrati anche nove feriti.
(Istituto fondamentale) Per fortuna, l'innovazione è un trauma
Per fortuna, l'innovazione è un trauma. Noi ci ri-generiamo e contribuiamo a fare ri-generare la realtà solo se accettiamo l'idea che "percorrere l'oltre" è un rischio; l'altra faccia del rischio, infatti, è una possibile opportunità. Il rischio porta con sé, evidentemente, la possibilità e la imprevedibilità; entrambe ci appartengono in quanto persone e sta a noi, attraverso l'intelletto, la ragione e la volontà, di "percorrere l'oltre" e di esprimere tutte le nostre potenzialità (che comprendono l'errore).
L'innovazione nasce nella e dalla relazione e integrazione fra persone e delle persone nella realtà. Il problema è ricostituire una "unità di contesto e fra contesti"; solo se abbiamo una "cultura contestuale" e una Conoscenza profonda (complessa, sistemica) dei contesti (da acquisire progressivamente, vivendo) possiamo comprendere il valore dell'innovazione che non è mai a "somma zero". L'innovazione, al contempo, scardina ciò che siamo e contribuisce a ri-crearci; essere innovativi è, prima di tutto, un atteggiamento mentale, la disponibilità a "essere pienamente", la voglia di ri-appropriarci dei processi vitali in evoluzione che, come tali, ci chiamano alla responsabilità del "non ancora conosciuto" come stimolo a Conoscere per Comprendere.
L'innovazione nasce nella e dalla relazione e integrazione fra persone e delle persone nella realtà. Il problema è ricostituire una "unità di contesto e fra contesti"; solo se abbiamo una "cultura contestuale" e una Conoscenza profonda (complessa, sistemica) dei contesti (da acquisire progressivamente, vivendo) possiamo comprendere il valore dell'innovazione che non è mai a "somma zero". L'innovazione, al contempo, scardina ciò che siamo e contribuisce a ri-crearci; essere innovativi è, prima di tutto, un atteggiamento mentale, la disponibilità a "essere pienamente", la voglia di ri-appropriarci dei processi vitali in evoluzione che, come tali, ci chiamano alla responsabilità del "non ancora conosciuto" come stimolo a Conoscere per Comprendere.
(Istituto fondamentale) Perdersi / ritrovarsi
L' "unità dell'essere umanità" è un percorso di ricerca, un cammino, un dialogo nella vita. Tale "unità" non è un traguardo da raggiungere una volta per sempre bensì è quell'orizzonte di senso che percorriamo vivendo. Ricercare l' "unità dell'essere umanità" significa accogliere ciò che siamo e vivere il talento di rinunciare a parte di noi (perderci) per acquisire in noi, per "abbracciare", la complessità del Mondo-della-Vita (ritrovarci). E' in questo contemporaneo e perenne "perdersi / ritrovarsi" che si esprime la responsabilità dell'essere persone umane; è questo che dovremmo comprendere, attraverso un personale percorso di auto-formazione, ed è a questo che le università-universitas, e i gradi inferiori d'istruzione, dovrebbero formare i giovani.
Se la "certezza dogmatica" è il metro di giudizio di noi e della storia nella quale siamo immersi, non facciamo altro che far prevalere il disumano, che far vincere il male che è naturalmente in noi. Dovremmo passare, progressivamente, dalla "certezza dogmatica" alla "incertezza responsabile e progettuale"; e non si tratta di un passaggio comodo e indolore. Quanti di noi, infatti, sono disposti a diventare "soggetti di innovazione", ad accogliere la sfida della "ri-generazione progettuale" della condizione umana ?; quando percorriamo l' "oltre", che peraltro vive in noi, avvertiamo il disagio di non sentirci più adeguati ma non abbiamo ancora maturato gli strumenti per gestire le continue transizioni che fanno naturalmente parte del (nostro e altrui) percorso di vita. Infatti, molto spesso siamo disposti a innovare se tale prospettiva non ci mette in discussione, non ci problematizza; il problema, però, e che quando ci nascondiamo dietro le nostre certezze non ci innoviamo, non ci ri-generiamo e, a cascata, non innoviamo e non ri-generiamo la realtà.
Il percorso del "perdersi / ritrovarsi" è strategico nel mondo di oggi. E lo è per molte ragioni; provo a individuarne due, sotto forma di domande, da approfondire:
- la prima ragione riguarda l'identità e le identità. Siamo ciò che diciamo di essere o, invece, siamo una sintesi continua (meticciato) delle esperienze / differenze che incontriamo ?
- la seconda ragione riguarda la formazione, soprattutto universitaria. Siamo consapevoli dell'importanza di formare specialisti con adeguate competenze e capaci di dialogo e di pensiero critico e del pericolo di formare iper-specialisti non dialoganti, "prigionieri" del pensiero lineare e con una mentalità chiusa nel loro specifico ?
Se la "certezza dogmatica" è il metro di giudizio di noi e della storia nella quale siamo immersi, non facciamo altro che far prevalere il disumano, che far vincere il male che è naturalmente in noi. Dovremmo passare, progressivamente, dalla "certezza dogmatica" alla "incertezza responsabile e progettuale"; e non si tratta di un passaggio comodo e indolore. Quanti di noi, infatti, sono disposti a diventare "soggetti di innovazione", ad accogliere la sfida della "ri-generazione progettuale" della condizione umana ?; quando percorriamo l' "oltre", che peraltro vive in noi, avvertiamo il disagio di non sentirci più adeguati ma non abbiamo ancora maturato gli strumenti per gestire le continue transizioni che fanno naturalmente parte del (nostro e altrui) percorso di vita. Infatti, molto spesso siamo disposti a innovare se tale prospettiva non ci mette in discussione, non ci problematizza; il problema, però, e che quando ci nascondiamo dietro le nostre certezze non ci innoviamo, non ci ri-generiamo e, a cascata, non innoviamo e non ri-generiamo la realtà.
Il percorso del "perdersi / ritrovarsi" è strategico nel mondo di oggi. E lo è per molte ragioni; provo a individuarne due, sotto forma di domande, da approfondire:
- la prima ragione riguarda l'identità e le identità. Siamo ciò che diciamo di essere o, invece, siamo una sintesi continua (meticciato) delle esperienze / differenze che incontriamo ?
- la seconda ragione riguarda la formazione, soprattutto universitaria. Siamo consapevoli dell'importanza di formare specialisti con adeguate competenze e capaci di dialogo e di pensiero critico e del pericolo di formare iper-specialisti non dialoganti, "prigionieri" del pensiero lineare e con una mentalità chiusa nel loro specifico ?
Wednesday, 2 December 2015
Worlds (Misna)
Africa - A Dakar è nata “Africtivistes”, la Lega dei blogger e dei cyber-attivisti africani per la democrazia. Al lavoro in 35 paesi, uniti dall’impegno in favore della democrazia partecipativa, da promuovere con le tecnologie 2.0 nel nome della trasparenza, della lotta ai corrotti e del diritto all’informazione.
Parole d’ordine che animano campagne per il monitoraggio delle elezioni e per i diritti umani e richiamano inevitabilmente l’attenzione dei regimi sub-sahariani, decisi a stroncare ogni solidarietà transnazionale. Come hanno di recente mostrato in Angola gli arresti del rapper Luaty Beirão e di altri 17 attivisti incriminati per aver letto in pubblico “From Dictatorship to Democracy”, il saggio di Gene Sharp sulle rivoluzioni non violente, intollerabile per l'inossidabile José Eduardo dos Santos. O la vicenda dei militanti congolesi di Lucha e Filimbi, accusati di tramare contro un terzo mandato del presidente Joseph Kabila d’intesa con i compagni senegalesi (Y’en a marre) e burkinabé (Balai Citoyen). Una internazionale del Continente nero, non socialista ma democratica, incubo dei presidenti-dittatori.
A Dakar, la settimana scorsa, erano presenti delegazioni giunte dal Sudafrica o dall’Algeria, dai due Congo o dal Kenya, dalla Costa d’Avorio o dal Burkina Faso. In rete tra loro ma anche con gli attivisti della diaspora arrivati nella capitale senegalese dagli Stati Uniti o dall’Europa. “Si tratta – ha detto Cheikh Sall, uno degli animatori degli incontri di Dakar - di tentare di stabilire un legame tra noi e le istituzioni pubbliche, facendo capire che non siamo avversari ma piuttosto partner”. Un obiettivo, è stato detto a Dakar, da raggiungere anche attraverso la richiesta di uno status di osservatore per Africtivistes all'Unione Africana.
Camerun - Sono almeno quattro i civili uccisi in un doppio attentato messo a segno nella tarda serata di ieri a Waza, nell’estremo nord del paese. L’attacco è stato attribuito al gruppo islamista nigeriano Boko Haram, già responsabile in passato di attacchi in Camerun.
Due attentatori suicidi si sarebbero fatti esplodere in due diversi quartieri della città, mentre un terzo – una donna – sarebbe stata uccisa dalle forze di sicurezza prima di riuscire ad azionare la carica, secondo quanto riferito dalla radio di Stato.
Città turistica, un tempo meta di vacanze per numerosi occidentali, Waza ha visto calare drasticamente il numro di turisti da quando il nord del Camerun è diventato obiettivo degli attacchi del gruppo estremista.
L’esercito camerunense ha riferito di aver ucciso più di cento miliziani e liberato circa 900 ostaggi in un’offensiva messa a segno negli ultimi tre giorni nell’estremo nord del paese. In una delle basi conquistate dai militari sarebbero state rinvenute bandiere del sedicente Stato Islamico (Is).
Venezuela - Condannato in prima istanza a 14 annidi carcere per incitamento alla violenza e diventato l’icona dell’opposizione radicale al governo ‘chavista’, il dirigente dell’opposizione Leopoldo López ha chiesto di poter esercitare il diritto di voto in occasione delle legislative di domenica. Un appuntamento che giunge in un clima di tensione e incertezza sulla tenuta dell’esecutivo, dato per perdente da diversi sondaggi per la prima volta dal 1999.
L’avvocato di López ha presentato una richiesta formale in tribunale, argomentando che il suo cliente “non è inabilitato al livello politico”, poiché la sua sentenza non è definitiva, avendo peraltro ricorso in appello.
Leader del partito dell’opposizione radicale Voluntad Popular, López è iscritto come elettore in una circoscrizione di Caracas in cui la formazione presenta come candidato il suo coordinatore nazionale, Freddy Guevara; quest’ultimo ha fatto le veci diLópez alla guida del partito da quando questi si è consegnato alla giustizia il 18 febbraio 2014.
L’opposizione considera López un “prigioniero politico”, condizione respinta da governo e magistratura, e ha fatto ricorso contro la sentenza della sua condanna.
Nepal - L'allarme è stato lanciato oggi dall'Unicef (Fondo Onu per l'infanzia): oltre tre milioni di giovanissimi nel paese himalayano rischiano serie conseguenze o addirittura la morte nei mesi invernali per l'impossibilità di disporre di combustibile, cibo, medicinali e vaccini in quantità adeguata.
Responsabile il blocco parziale delle frontiere con l'India, quelle da cui transita in condizioni normali la maggior parte dei beni d'importazione ma che da dieci settimane sono sottoposte da un lato alle proteste della locale popolazione Madeshi che aveva chiesto inutilmente che loro regione, il Terai (Madesh) diventasse una delle province autonome previste nella nuova costituzione, e dall'altro alle decisioni dell'India, favorevole alle istanze dei Madeshi ma che dichiara di limitare i traffici transfrontalieri per ragioni di sicurezza.
L'inverno è arrivato anche in Nepal e con esso i disagi abituali del freddo e delle precipitazioni, a cui si aggiungono quelli del dopo-terremoto con una ricostruzione lontana anche dall'essere avviata.
Elementi che accrescono il rischio di patologie, soprattutto per i più piccoli, che il paese non è in grado oggi di affrontare. I depositi governativi hanno esaurito il vaccino contro la tubercolosi, mentre anche altri vaccini come pure gli antibiotici sono a livello critico.
Sono almeno 200.000 le famiglie terremotate che vivono in condizioni precarie a una altitudine superiore ai 1500 metri dove le condizioni climatiche risulteranno ancora più difficili. Il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha nei giorni scorsi lanciato un appello ai governi di Kathmandu e New Delhi affinché giungano presto a un accordo per la riapertura della frontiera per ragioni umanitarie.
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