Il "vuoto politico" parla alla pancia dei sudditi, mentre la politica - quella vera - dovrebbe suscitare ragionamenti, progetti, visioni di società nella ragione delle persone-cittadini. Per come affrontiamo culturalmente il tema delle migrazioni, nel contesto del mondo a-polare, si vede chiaramente e drammaticamente che ci collochiamo nella irrealtà delle nostre certezze e non, come si dovrebbe, nella profonda e incerta realtà del mondo-della-vita e dei mondi-della-vita. Rispetto alle migrazioni, continuiamo a parlare di invasione ma il problema è comprendere la realtà del "meticciato" e, soprattutto, di "noi-come-meticci". Certo, le città non governate fanno paura, aumenta il disagio, cresce l'insicurezza; se esiste la necessità della sicurezza, che nessuno nega, altrettanto esiste la meravigliosa libertà nell'oltre che già ci percorre e che in troppi, e decisori, negano.
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