Sunday, 8 November 2015

Fattori globali (Marco Emanuele)

Alessia Maccaferri scrive, su nòva dell'8 novembre 2015, di Sharing economy, la via italiana ha un'anima sociale: Sarà che l'onda alta della sharing economy si è abbattuta tardi sulla penisola, sarà che l'Italia ha un forte tessuto sociale. In ogni caso la vita italiana dell'economia collaborativa mostra una particolarità, una adesione ai valori identitari come la sostenibilità e il sociale. In controtendenza rispetto ad altri paesi in cui la vocazione prevalente è quella dei servizi on demand, che consentono di abbattere i costi e aumentare i profitti, in Italia si tentano di percorrere anche altre strade più vicine al peer to peer (l'uguaglianza tra pari). alle collaborazioni, a modelli di business alternativi. (...) 

Gianni Rusconi scrive, su nòva dell'8 novembre 2015, di Lavorare in mobilità ? I limiti dello smart worker: Il lavoro fondato sulla mobilità ? E' un nuovo modello, secondo alcuni, ormai consolidato. Esasperando consapevolmente il concetto, c'è chi è dell'idea che l'ufficio possa stare tranquillamente dentro un notebook o addirittura uno smartphone. Basta una connessione sicura attraverso una buona Vpn (rete privata virtuale) e l'accesso ai sistemi informatici, ai dati e alle applicazioni funzionali al business è cosa fatta. Da casa o in viaggio, dal terminale aziendale o da quello personale, a tutto vantaggio della produttività. Tutto così semplice ? No, di ostacoli ve ne sono, altrimenti "smart working" e "bring your own device" non sarebbero fenomeni in cerca di consacrazione ma paradigmi perfettamente integrati con i processi operativi e gestionali di ogni organizzazione. (...) 


No comments:

Post a Comment