In breve: le religioni tradizionali sono votate al naufragio se rinserrano i boccaporti e cercano di uscire illese dalla tempesta in questo conflitto di correnti. Eppure, per la medesima ragione, perderanno i propri ancoraggi e la propria autentica identità se si sforzeranno di evitare i pericoli della vita in mare aperto cercando rifugio sicuro nel passato. Si direbbe che è finito il tempo delle "politiche di partito" religiose. Ma spazzare via tutte le tradizioni e sradicare ogni usanza profondamente radicata non libererà l'umanità da ulteriori guerre di religione, e dal caos potrebbero emergere nuove equivoche forme religiose. Il dialogo si svolge a metà strada fra il vecchio e il nuovo e rende possibile una trasformazione creativa delle tradizioni storiche. Senza dialogo, le religioni si aggrovigliano in se stesse oppure dormono agli ormeggi. Invero, oggi si vede sempre più chiaramente che nessuna tradizione ha sufficiente potere in se stessa per realizzare in pratica il proprio ruolo autoproclamato. O si aprono l'una all'altra, o degenerano.
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