Tuesday, 3 May 2016

Confesso di essermi stancato (Marco Emanuele)

Mi sono stancato, lo confesso, delle presunte verità dei tecnocrati, delle miserie dei politici (?) eterodiretti e di quelli che, in nome dell'ansia da consenso, parlano solo alla "pancia" di sudditi non cittadini. I problemi e le sfide della storia, ormai globali, chiedono un pensiero complesso (per una effettiva comprensione) e una capacità di azione sistemica e strategica che oggi sembra mancare. Siamo prigionieri dei particolarismi e dei tatticismi.

Il vuoto politico vive nella società globalizzata perché vive dentro di noi, a cominciare dal fatto che non viviamo come persone umane (soggetti storici, responsabili e progettanti) ma esistiamo come individui (auto-referenziali, in-differenti e irresponsabili). La politica, invece, è bene comune che si fa storia, capacità di guardare oltre, di generare visioni di società; la politica è mediazione, liberazione e ricerca, il più possibile condivisa, di sintesi risolutive delle sfide sistemiche che sono di fronte a noi.

Senza politica, con tutta evidenza e come accade, la storia ci piove addosso come una tempesta di non senso, moltiplicando la nostra incapacità di risolvere i problemi e rendendoci precari e fragili rispetto alla storia che noi stessi generiamo e facciamo de-generare.


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