Gianluca Bocchi e Mauro Ceruti: La complessità è davvero una sfida. E' una sfida ambivalente, come Giano. Da una parte è l'irruzione dell'incertezza irriducibile nelle nostre conoscenze, è lo sgretolarsi dei miti della certezza, della completezza, dell'esaustività, dell'onniscienza che per secoli - quali comete - hanno indicato e regolato il cammino e gli scopi della scienza moderna. Ma d'altra parte non è soltanto l'indicazione di un ordine che viene meno; è anche e soprattutto l'esigenza e l'ineludibilità di un "approfondimento dell'avventura della conoscenza", di una "trasformazione dei giudizi di valore che operano nella selezione delle questioni legittime e dei problemi che è interessante porre, perfino di una nuova concezione del sapere", di un cambiamento estetico, di un "dialogo fra le nostre menti e ciò che esse hanno prodotto sotto forma di idee e di sistemi di idee". In questo senso il delinearsi di un "universo incerto" non è tanto il sintomo di una scienza in crisi, ma anche e soprattutto l'indicazione di un approfondimento del nostro dialogo con l'universo, l'indicazione della forza dei nuovi modelli elaborati dalle nostre scienze nel tentativo di tenere conto del massimo di certezze e di incertezze per affrontare ciò che è incerto. (La sfida della complessità, Feltrinelli, 1985)
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