Thursday, 21 January 2016

Diario filosofico - Giudizio storico 21/01/2016, Città e conoscenza (Marco Emanuele)

Le sfide che percorrono le nostre città, mondo nel mondo, chiedono una conoscenza pertinente. La "città complessa" non può più essere compresa attraverso i "saperi compartimentati" bensì attraverso l'integrazione dei saperi, quella che potremmo chiamare "transdisciplinarietà". Ci vuole una nuova "cultura della città", utile a ricercarne le complessità e a scoprirla continuamente come "soggetto storico" integrato e dinamico.

Nella città convivono infinite dinamiche culturali, sociali, politiche, istituzionali, economiche, giuridiche che sono profondamente interrelate e che mai possono essere separate, anzitutto culturalmente. Il rapporto fra città e conoscenza è fondamentale per comprendere i contesti nei quali viviamo e si costruisce in un rapporto sinergico e strategico fra comunità, istituzioni, la cosiddetta "società civile" e, soprattutto, le università.

Il rapporto fra città e conoscenza è bi-univoco; da un lato, esso riguarda la necessità di una conoscenza pertinente delle città e, dall'altro lato, riguarda le città come generatrici di conoscenza e di innovazione. In entrambi i casi, è evidente quanto la formazione dei giovani sia rilevante; e ciò, in primo luogo, in vista della organizzazione di classi dirigenti in grado di cogliere e di accogliere i "segni dei tempi", di comprendere la natura dei cambiamenti e di governarne le evoluzioni.

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