Riappropriarci della complessità della città significa re-immaginare una politica che ponga al centro l'evoluzione della convivenza umana. La politica serve per ridefinire visioni storiche, per mediare i rapporti di forza che appartengono alla convivenza stessa e per liberare il progetto umano. In particolare, il governo dei cambiamenti nella città ci chiama a ripensare:
- la nostra capacità di mediazione come possibilità-potenzialità di realizzare spazi-in-comune di convivenza;
- la libertà come liberazione di ogni persona nella realtà;
- le forme e i contenuti della integrazione fra "differenti umani", oggi intesi come diversi;
- il rapporto fra centro e periferia. E' avviata la riflessione, soprattutto a partire dalle intuizioni di Papa Francesco, sulla necessità di recuperare le periferie nel contesto urbano, restituendo dignità materiale ai contesti e recuperando il valore profondo dei processi vitali che evolvono nelle periferie (oggi considerate soltanto come luoghi del disagio e della emarginazione);
- la riconciliazione fra la città materiale e la città immateriale, recuperando il giusto rapporto fra la città come istituzione e la città come integrazione di relazioni;
- la sostenibilità, nel cambiamento, dei nostri sistemi culturali, politici, economici, giuridici.
Centrale per ogni riflessione sulla città, la questione politica assume oggi una rilevanza strategica. Si tratta di una sfida non più eludibile che chiama in causa la formazione di classi dirigenti degne di questo nome.
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