E' il tempo di ri-progettare.
Assistiamo al disfacimento dell'intero impianto della convivenza umana, prigionieri come siamo nella rincorsa al presente, ben oltre il vivere una semplice crisi, La morale, la cultura, la politica, l'economia, il diritto non riescono più a dare risposte alle sfide della vita; siamo incapaci di porre rimedio alle degenerazioni che noi stessi abbiamo provocato.
Anzitutto, siamo incapaci di risolvere i problemi della vita, che sono problemi complessi, perché abbiamo smarrito la bussola della conoscenza e, di conseguenza, siamo sempre meno in grado di comprendere per agire nella realtà in maniera pertinente.
E' il tempo di ri-progettare, partendo dalle questioni fondamentali. C'è come un vuoto, un grande baratro che ci separa dalla realtà. Sembriamo esistere come distaccati dalle profondità del mistero della vita; in sostanza, siamo calati in una grande complessità esistenziale ma la nostra ragione è chiusa, escludente, armata. Questa, io credo, è la vera contraddizione dell'umanità nel terzo millennio; una umanità che ha perduto la bussola del progetto, che non riesce più ad esprimere i propri talenti, che si mostra nella storia attraverso la vittoria del disumano.
L'ho già scritto, non sono pessimista; credo che, insieme, possiamo riaccendere la luce della speranza, sopita sotto la cappa di in-differenza e di irresponsabilità che noi stessi abbiamo costruito, degenerando.
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