Questa riflessione sulla città muove lungo quattro direttrici:
- città e complessità;
- città e convivenza;
- città e politica;
- città e mondo;
- città e conoscenza.
Riguardo al rapporto fra città e complessità, è bene partire da cosa si intende per complessità; si tratta di guardare alla realtà con lo sguardo aperto, il più possibile omnicomprensivo e ben sapendo che la realtà, e ogni realtà, vive di e nelle interrelazioni fra tutte le dinamiche che la percorrono. Prescindere da tali interrelazioni significa porsi fuori dalla realtà; la città, in questa logica, costituisce una straordinaria occasione per cogliere ed accogliere la complessità.
Nel mondo globalizzato, è sempre più necessario e urgente guardare alla città con l' "occhio complesso". Infatti, nella città si integrano le differenti dinamiche culturali, religiose, politiche, economiche, istituzionali e la loro integrazione costituisce un "unicum" non separabile e non ripetibile; è così che la città ci chiama a "ripensare il nostro pensiero" sia in termini di "complesso" che in termini di "contesto". Le città sono i luoghi di quel "meticciato" che è l'espressione storica, evidente, della complessità e che incide sulla formazione di una identità comune in cammino.
La città è un "contesto complesso" e "in formazione" e ciò significa che, nell'approcciarsi ad essa, abbiamo la responsabilità di considerarla dinamicamente, guardando contemporaneamente alla sua materialità e alla sua immaterialità, alle informalità, alle transizioni; non tutto, nella città, è governabile secondo un'idea "lineare" della politica ma, anzi, è proprio la complessità della città che problematizza la nostra idea di convivenza e di governo della stessa.
La città come "contesto complesso" incide sulla nostra considerazione e sulla nostra percezione del tempo e dello spazio. Infatti, nella città convivono e si integrano il kronos e il kairos; convivono il tempo del lavoro e della necessità e il tempo della relazione, degli affetti e della libertà. Altrettanto, nella città convivono e si integrano territorialità e globalità, il particolare che ha bisogno di liberarsi in una dimensione più grande e il generale che ha bisogno di ritrovarsi in ogni particolare, liberandolo nel renderlo globale.
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