Il mio pensare filosofico è de-dogmatizzante. Sono per una filosofia del progetto umano, processo di ricerca della verità nella realtà in cammino; assumere questa prospettiva significa progressivamente spaccare le nostre certezze, al contempo accogliendo l'incertezza che è la nostra natura e che la nostra ragione "chiusa" rifiuta. Si tratta di uscire dalla irrealtà per rientrare nella realtà del mondo-della-vita e dei mondi-della-vita; l'irrealtà si nutre di verità dogmatiche e produce degenerazione, fa emergere e fa vincere il disumano, rifiuta le zone d'ombra che appartengono alla condizione umana e che tendiamo a escludere dal nostro orizzonte di senso perché ci fanno paura.
La luce che ci acceca, del teatro dell'irrealtà, è quella che non ci fa accogliere l'oltre, che ci illude di essere realizzati nella superficialità delle nostre certezze.
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