Si pone il problema di cosa insegniamo ai giovani. Il sapere compartimentato impedisce la conoscenza della e nella complessità della realtà e, in questo, la capacità di ragionare per "contesto" e per "complesso" in maniera integrata. Fin dalla più giovane età, dobbiamo educare i giovani alla globalità e alla tempiternità, accompagnandoli nella conoscenza e permettendo loro di diventare classi dirigenti dei e nei mondi che evolvono; il primo passo dell'essere classi dirigenti è nell'essere e nel riconoscersi reciprocamente persone umane, soggetti storici. Accompagnare nella conoscenza significa permettere di generare, in ciascuno, una ragione aperta e una volontà attiva, uscendo dalle comodità precarizzanti dell' autoreferenzialità; conoscere significa rischiare, innovarsi per comprendere, uscire dall'ansia di consolidamento delle proprie certezze.
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