Far competere i vissuti significa negarli. L'esperienza umana, resa terreno di scontro, diventa presunta Verità e si colloca sul piano di un'appartenenza non discutibile né problematizzabile; è così che diventiamo agenti di guerra e non soggetti di storia. Ogni vissuto è "mistero storico" e, come tale, va approcciato, relativizzato e de-dogmatizzato per la relazione e per l'integrazione; si tratta della direzione opposta a quella lungo la quale ci stiamo muovendo, prigionieri di noi e delle nostre certezze. Ogni volta che pronunciamo la parola "vita", incontriamo - forse inconsapevolmente - la sua complessità; e non possiamo far finta di nulla ma dobbiamo, responsabilmente, percorrerne le profondità, le zone di luce e le zone d'ombra, senza paura.
L'unico modo per essere realisti, nel mondo di oggi, è ritornare a vivere.
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