Le migrazioni sono il fenomeno maggiormente all'evidenza della cronaca, fenomeno planetario sul quale riflettiamo in termini spesso contrappositivi e non progettuali, senza maturare visioni di società; infatti, ciò che non viene analizzato nel dibattito pubblico è l'impatto che tali fenomeni, sostanzialmente non compresi e non governati, ha sui nostri stili di vita e, altresì, sulla configurazione degli stati e delle città per come li conosciamo. Il "meticciato" e l'interetnia sono sempre più una realtà che viviamo sul nostro pianerottolo di casa e nella nostra prossimità e ciò impone una riflessione complessiva e non limitata da visioni partigiane che ci restituiscono soltanto alla presunta verità delle nostre certezze ma non alla loro necessaria problematizzazione nella realtà.
Altresì, oltre alle migrazioni, ciò che condiziona la nostra vita nelle città è l'impatto sempre crescente di fenomeni come internet (con tutte le sue implicazioni, in molti casi non ancora studiate e comprese) e, più in generale, delle continue e radicali innovazioni tecnologiche che stanno cambiando il volto delle nostre vite. Anche in questo caso, non è più possibile ragionare in termini di pro o contro ma è sempre più necessario andare al fondo delle questioni per cercare di conciliare ogni innovazione con la convivenza, "incarnando" le innovazioni stesse nei processi vitali per migliorarli.
Solo comprendendo e condividendo il più possibile i cambiamenti radicali e profondi generati da questi fenomeni planetari, potremo convivere in maniera sostenibile nelle città e nei territori e vincere sul trionfo del disumano che sembra percorrere le nostre società in termini di disagio, di violenza e di crudeltà, dunque di negazione dell'idea e della pratica stessa della convivenza.
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