L'organizzazione della convivenza, che è integrazione fra "differenti umani", chiede un pensiero pertinente, complesso. Il problema che vedo è nella mancanza di un "pensiero nella convivenza" e nel dominio di "pensieri sulla convivenza"; lineari, passiamo sopra i processi storici vitali. Strumentalizziamo i valori senza incarnarli, noi presunti portatori di verità dogmatiche e affezionati a una idea di convivenza come sommatoria fra diversità e non come integrazione fra differenze. La convivenza è integrazione continua fra la "prosa dell'esistere" e la "poesia del vivere" e, dunque, necessita dei talenti della mediazione (oggi ridotta a compromesso) e della liberazione progettuale; in una parola, la convivenza necessita di politica.
No comments:
Post a Comment