Possiamo continuare a esistere in un mondo che tutto è tranne che la casa comune dell'intera e unica umanità ? A costo di essere classificato come un' "anima bella", insisto nel sostenere che le ragioni dell'umanità vadano nuovamente poste al centro di una politica da ripensare e da rifondare in senso complesso; si tratta di avviare una vera e propria "rivoluzione progettuale", laddove ci siamo seduti su certezze che ci fanno degenerare e che fanno degenerare l'impianto della convivenza umana nel creato. Ci troviamo nella condizione in cui manca la condivisione di quella "natura umana" che costituisce l'ambito comune nel quale vivere da persone; per questo, considero che il mondo di oggi sia popolato da una sommatoria di individui che esistono e non dalla integrazione di persone che vivono. Individui che competono per il successo a brevissimo termine, che credono dogmaticamente in valori non incarnati nella complessità dei processi storici dei mondi-della-vita e che riconoscono la guerra (sotto varie forme) come soluzione necessaria per il consolidamento del dominio come "naturale" prassi globalizzata.
Ritornare a vivere non è solo una scelta necessaria ma è, soprattutto, una scelta strategica.
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