Oltre a progetto e a responsabilità, l' altra parola per me necessaria è relatività.
Esistiamo nel dominio del punto di vista, qualunque esso sia, elevato a verità dogmatica. Tradiamo la ragione chiudendola alla complessità e rendendola strumento delle nostre presunte certezze, dunque calandola nella irrealtà. Questo si nota in politica, nell'economia, nella finanza, anche nelle parole di molti religiosi e nelle parole dei cosiddetti intellettuali (si legga, consiglieri del principe).
Quando ci diciamo "certi", dimentichiamo di essere incerti e imperfetti per natura e alziamo muri fra noi e gli altri, "armando" la ragione.
Credo che sia venuto il tempo di ritornare a dialogare e ciò è possibile soltanto se ci ritroviamo incompleti e se accettiamo la "messa in discussione" di noi provocata dal dialogo, al contempo problematizzante e innovante.
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