Monday, 12 October 2015

Nostalgico e affezionato (Marco Emanuele)

Non so se sono nostalgico ma sono affezionato al senso di comunità.
Ho una grande voglia di svegliarmi e di avere sognato che la irrealtà nella quale siamo immersi fosse solo un incubo; e invece no, drammaticamente, l'Italia di oggi è proprio il "Paese dell'irrealtà". Se dovessi definire il Paese 2015 nel quale vivo, direi che l'Italia è il luogo ideale della "competizione senza progetto", fintamente governato da giovani caste di portatori del "non progetto". Riconosco a coloro che ci governano una ferrea volontà di voler cambiare, ma verso dove ?
La situazione viene aggravata, beninteso, da un'Europa che esiste solo come sommatoria di Stati nazionali che, ciascuno in nome del proprio interesse, fanno il bello e il cattivo tempo e "sacrificano" i più piccoli e i più poveri (magari non proprio virtuosi, come la Grecia).
Completano il contesto una cultura (?) tecnocratica che pratica ossessivamente il "pensiero lineare" e un mondo percorso da una guerra mondiale a pezzi e da una crudeltà disumana.
Sono affezionato al senso di comunità, che chiama ciascuno di noi a ritrovare il principio di responsabilità personale verso la storia comune, a parole come "relazione" e "dialogo", qualcosa in più di semplici affermazioni di principio.

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