Monday, 12 October 2015

Le due realtà. Fattuale e virtuale nell'era della globalizzazione (Gianfranco Dioguardi) - citazioni -

(...) La cultura non ha seguito i fenomeni di globalizzazione messi in atto dai moderni mezzi di comunicazione e informazione. Infatti ha conservato caratteristiche locali, tant'è che oggi si percepisce la necessità di superare questo limite procedendo verso una "cultura nuova" che segua le tracce con le quali Giambattista Vico delineò la Scienza Nuova (1744): una cultura al servizio dell'uomo interpretato sempre come fine e mai come mezzo, così da realizzarlo nel pieno dei suoi valori. Un uomo che vive nel mondo globale in quanto la globalizzazione "è", esiste nei fatti ed è determinata dallo stato delle alte tecnologie, dalle comunicazioni, dalla diffusione dell'informazione ormai imperante. (...)

(...) Oggi, nell'era della globalizzazione, con l'avvento delle alte tecnologie legate all'informatica, all'informazione e alla comunicazione, emergono forme di cultura che si manifestano con nuove dicotomie. In particolare, dalle due culture si è passati a dover vivere e subire le "due realtà": quella naturale, reale e concreta dei fatti che effettivamente accadono, e quella che si può definire "virtuale", costruita per mezzo degli attuali potenti mezzi di comunicazione mediatica, di cui l'umanità si è dotata grazie all'avvento delle alte tecnologie che affermano il concetto di globalizzazione. Questa nuova, virtuale realtà poggia sugli eccessi distorcenti della comunicazione, non più usata esclusivamente come strumento di conoscenza del reale, ma sempre più involuta in se stessa nella costruzione di mondi virtuali completamente autonomi e a sé stanti. (...)

(...) La dimensione virtuale cerca dunque di prendere il sopravvento proponendosi subdolamente come mondo fine a se stesso, in grado di autopromuoversi in un contesto immaginario che nei fatti è inesistente ma che tuttavia tende a proporsi come credibile, assumendo così connotazioni di falsa concretezza al punto da sovrastare e alle volte annullare, nei processi conoscitivi, l'effettiva realtà. Il fenomeno ha spesso lo scopo di stimolare specifici convincimenti in coloro a cui è diretto, facendo apparire come vere determinate asserzioni in realtà false e fuorvianti. Emergono così, ancora, due culture contrastanti: una riferita al senso della realtà con cui si cerca di percepire i fatti così come effettivamente e concretamente evolvono; l'altra che si lascia condizionare dal mondo fittizio della virtualità diventando essa stessa virtuale, quindi falsa e scarsamente valutabile con la logica corrente. (...)

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