Non si può (...) dimenticare che la rivoluzione tecnologica, non orientata in maniera umanistica, porta a forti squilibri occupazionali e distributivi, al capitalismo dei robot, a diseguaglianze crescenti. (...)
(...) Di fronte a questi fatti, occorre ridare un'anima etica alla vita economica e politica, oltre che alla cultura. Urge rimodellare in senso umanistico lo sviluppo tecnologico. (...)
(...) La libertà è sottratta, anzitutto, ai disperati di quegli ingenti flussi migratori, che segnano il nostro pianeta con esodi biblici, inseguendo il sogno di una "terra promessa", di un mondo più giusto e pacifico. Ne sono defraudati tutti coloro che periscono quali vittime di tratte umane e di conflitti sanguinosi - come ha detto papa Francesco, siamo nel contesto di una "terza guerra mondiale a pezzi"- (...).
(...) La libertà, quindi, è posta in crisi sia sul piano sociale che su quello culturale. (...) La libertà è sovente messa in discussione sul piano religioso (...)
Episodi di libertà coartata si verificano ugualmente sul piano politico, specie allorché si stabiliscono prassi o si emanano leggi che restringono la possibilità di scelta dei propri rappresentanti. Non va trascurato il fatto che l'Ordine del Giorno dei nostri Parlamenti non poche volte è condizionato da lobby finanziarie internazionali, a scapito della sovranità nazionale. Analogamente, la libertà è compressa anche nei mercati finanziari, dominati da oligopoli ed oligarchie. In tutto questo scenario, ciò che appare più preoccupante è che tale situazione concorre a distruggere il tessuto civile dei nostri Paesi. Inoltre, la rivendicazione dei diritti personali, quando è motivata a partire da quell'individualismo libertario già segnalato, si rivela come il peggior nemico dello Stato di diritto e del bene comune.
(Mario Toso, Per una nuova democrazia, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 2016)
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