Monday, 12 October 2015

Mauro Ceruti. Intervista a Testimonianze. "Il pensiero complesso"

(...) Nel mondo diviso in due, le religioni sembravano, agli occhi degli uomini ispirati dalla tradizione liberale sia dalle scienze umane marxiste, un retaggio del passato. In poco tempo le religioni sono tornate. In tanti modi e spesso nel modo trionfalistico di quelle culture religiose sparse nel pianeta, che hanno rinfocolato e surriscaldato i conflitti locali e planetari. Non solo per questo un cristiano dovrebbe preoccuparsi di questo ritorno del religioso, ma perché rivela qualcosa di ancora più importante: il male da sempre è all'interno dell'orizzonte del sacro. Da sempre la storia del sacro si intreccia con la storia della violenza, è non è un'evidenza che il credente, il cristiano, possa smascherare. Lo specifico della rivelazione cristiana, è la rivelazione di questo accoppiamento - violenza e sacro - nella trama storica delle società umane. Così, nel capovolgimento del significato del sacrificio da parte di Cristo, nell'assunzione su di sé, in quanto vittima innocente, dei peccati del mondo, si fonda l'esigenza di vivere la fede nella storia. Tale esigenza tuttavia può essere messa in discussione da questo ritorno delle religioni. La consapevolezza teologica che il valore fecondante del messaggio cristiano si manifesta nella storia, cioè in un processo di secolarizzazione, chiama i cristiani a una concezione nuova del pensiero secolare, che non va confuso con il secolarismo materialista. (...)

(...) In questi anni si è parlato molto anche della crisi del secolarismo. Anche in questo caso, un cristiano, come deve preoccuparsi del ritorno del religioso, deve anche preoccuparsi della crisi del secolarismo, in quanto può essere un fattore determinante per favorire gli aspetti più intolleranti e aggressivi delle credenze religiose, e di converso rendere più chiuse, rigide e intolleranti le posizioni del secolarismo. Il ritorno delle religioni, della guerra in nome di dio, rivela la cecità di quel pensiero scientista che ha sottovalutato il religioso, la sua forza e autonomia, intendendolo solo come fenomeno privato, residuale, superabile grazie al processo socio-economico, alle conquiste scientifiche e all'emancipazione sociale. Un valido pensiero laico è fondamentale per un buon rapporto fra fede e etica, tra fede e scienza. (...)

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