Tuesday, 8 September 2015
Percorso di ricerca. Per approcci transdisciplinari alle relazioni internazionali (Marco Emanuele)
Le minacce reali si fanno sempre più imprevedibili e asimmetriche e, con tutta evidenza, non sono comprensibili né attraverso l'occhio del pensiero lineare né attraverso approcci disciplinari; limitarci a questi provoca il doppio risultato negativo di non aiutarci a comprendere la complessità delle sfide e dei problemi, da un lato, e di farci assalire da una complessità non compresa che genera paura e insicurezza, dall'altro. La transdisciplinarietà, dialogo fra le discipline particolari, aiuta non certo a prevedere ma, sicuramente, a meglio comprendere, ad aprire dialoghi profondi, a riconciliare, come scrivevo prima, conoscenza e realtà. Si tratta, in molti casi, di chiudere certi libri di esperti e di aprire il libro del mondo, di reimparare a leggerlo, di uscire dallo stato di profondo analfabetismo nel quale siamo immersi: quello di chi non sa, contemporaneamente, apprendere-disapprendere-riapprendere. La transdisciplinarietà permette di ripensare il pensato e, altresì, di aprirci al non ancora conosciuto che ci riguarda e che percorre la realtà molto spesso al di là del nostro intelletto chiuso nelle certezze. In una espressione, dobbiamo riabituarci a cogliere e ad accogliere la complessità dei "segni dei tempi".
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